Guida completa alle principali fiere della ristorazione del 2021

Principali fiere della ristorazione 2021

Il settore della ristorazione è stato uno dei più duramente colpiti dalla pandemia e c’è ora una grande voglia di ripartire al massimo. I ristoratori sanno che le abitudini dei clienti sono in continuo cambiamento e per questo c’è il bisogno di rinnovarsi costantemente, in modo da anticipare la concorrenza nello sfruttamento dei trend di mercato.

Le attività di studio e ricerca sono quindi fondamentali per mettere dell’energia nuova all’interno di un’attività, e uno dei migliori modi per farlo è partecipare alle fiere di settore.

Le fiere della ristorazione sono eventi estremamente stimolanti, dove è possibile trovare numerosi spunti per rinnovare la propria offerta ristorativa e per riaccendere la curiosità e la passione per questo lavoro.

A seconda del tipo di evento e del pubblico a cui si rivolge, questi appuntamenti consentono di scoprire tutte le novità nei vari ambiti collegati alla ristorazione, che possono ad esempio riguardare:

  • Ricerca, selezione e metodi di utilizzo di alimenti particolari o poco noti al grande pubblico, come nel caso di micro produttori di eccellenze artigianali, novel food o prodotti free-from
  • Innovazioni nella produzione di alimenti tramite l’evoluzione tecnologica degli strumenti presenti in cucina, ad esempio le attrezzature 4.0 in grado di automatizzare e digitalizzare le attività
  • Aggiornamento nelle attività di gestione dell’azienda ristorativa tramite strumenti e metodi innovativi, utili ad esempio per organizzare al meglio il lavoro o per facilitare la gestione del personale, dei fornitori o del magazzino
  • Tendenze nella comunicazione della proposta di valore da parte dei ristoratori, che riguardano sia l’utilizzo di strumenti di promozione digitali sia la capacità di riuscire a trasmettere al pubblico la passione e l’impegno che mettono nel lavoro.

Questi sono solo alcuni esempi dei tantissimi spunti utili che si possono trovare partecipando alle fiere della ristorazione. Eventi in grado di modificare la mentalità degli imprenditori che vi prendono parte, poiché in queste occasioni si svolge uno degli esercizi più importanti da fare per non immobilizzare l’attività: il confronto con realtà differenti e a volte anche molto distanti (non solo in senso geografico, ma soprattutto come filosofia di gestione dell’attività ristorativa).

È proprio dal confronto con gli altri infatti che si rinnova la curiosità e la passione per il proprio mestiere, anche (o forse soprattutto) per chi ha raggiunto alti livelli professionali dopo tanti anni di lavoro. In questo settore, proprio come in tutti gli altri, per riuscire ad eccellere non bisogna mai dire “sono arrivato”, poiché il contesto lavorativo cambia continuamente e bisogna avere la consapevolezza che non si finisce mai di imparare.

Partendo da questo presupposto, iniziamo ora a vedere quali sono le principali fiere della ristorazione 2021. Inizieremo rivolgendo l’attenzione a quanto avviene in Italia, per allargare poi lo sguardo sulle più importanti fiere della ristorazione che si svolgono all’estero.

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Fiere della ristorazione 2021 in Italia

Le principali fiere della ristorazione o del settore food che si svolgono in Italia nella seconda metà di quest’anno sono:

1. Host (Milano)
2. Tuttofood (Milano)
3. Cibus (Parma)
4. Gustus (Napoli)
5. Hospitality Day (Rimini)

Di seguito ne approfondiamo i contenuti.

1. Host (Milano)

Oltre 2.000 espositori e 200.000 professionisti del settore Ho.Re.Ca., provenienti da centinaia di paesi diversi, hanno partecipato alla scorsa edizione di questo importante appuntamento.

Stiamo parlando di Host, la principale fiera italiana dedicata ai professionisti della ristorazione. Il prossimo appuntamento si terrà dal 22 al 26 Ottobre 2021 al centro Fieramilano (Rho).

I settori presenti a questa ricca fiera della ristorazione sono:

  • Ristorazione professionale
  • Caffè e tea
  • Bar, macchine caffè e vending machine
  • Bakery, pizza e pasta
  • Gelato
  • Pasticceria
  • Tavola
  • Arredo e tecnologia

Durante la fiera vengono inoltre proposti centinaia di eventi ed incontri con focus su temi legati principalmente all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità delle attività produttive legate all’agroalimentare. A tal proposito possiamo citare l’Host Innovation Award, un premio dedicato alle idee più innovative per lo sviluppo della ristorazione.

2. Tuttofood (Milano)

Quest’anno l’appuntamento con Tuttofood è stato programmato per coincidere con Host, negli stessi giorni e nello stesso luogo, cioè dal 22 al 26 Ottobre 2021 a Fieramilano Rho.

Questa scelta strategica consente di creare una sinergia tra i due eventi per ampliare le potenzialità di entrambi. Sarà così possibile stimolare maggiormente lo scambio di idee e di contatti utili per rinnovare la propria attività ristorativa.

Tuttofood è dedicata alle filiere di produzione agroalimentare e rivolge particolare attenzione alle tendenze di consumo e all’innovazione nel mondo food & beverage.

Principali fiere della ristorazione in Italia 2021

3. Cibus (Parma)

Un altro importante appuntamento per gli amanti e i professionisti del settore food è Cibus, che avrà luogo dal 31 Agosto al 3 Settembre 2021 al centro Fiera di Parma.

L’ultima edizione di questa fiera del cibo può vantare la partecipazione di oltre 3.000 produttori di eccellenze agroalimentari del Made in Italy e più di 800.000 visitatori.

Anche se la maggior parte dei partecipanti appartiene al mondo della GDO o dell’industria alimentare, è sicuramente un appuntamento importante anche per il mondo della ristorazione e dell’hotellerie, poiché è ricco di stimoli su nuovi prodotti e nuovi metodi di lavoro e di gestione di tutto ciò che ruota intorno al cibo.

4. Gustus (Napoli)

Un evento particolarmente incentrato sulla ristorazione e sulle eccellenze agroalimentari del centro e sud Italia è Gustus, che avrà luogo dal 21 al 23 Novembre 2021 alla Mostra d’Oltremare a Napoli.

Gustus, giunto alla settima edizione, è un appuntamento molto stimolante per i professionisti del settore food e Ho.Re.Ca., poiché comprende numerosi convegni ed incontri di formazione incentrati sulla ristorazione.

Essi toccano varie tematiche, passando ad esempio da showcooking di chef stellati a convegni sugli strumenti 4.0 da mettere in cucina, da corsi sul social media marketing per ristoranti a conferenze sulla lotta allo spreco alimentare nelle cucine professionali.

5. Hospitality Day (Rimini)

Concludiamo questo primo paragrafo sulle fiere della ristorazione in Italia parlando dell’Hospitality Day, una giornata dedicata a tutti i professionisti del mondo Ho.Re.Ca., che si terrà il 12 Ottobre 2021 al Palacongressi di Rimini.

Hospitality DAY comprende numerosi incontri formativi con personalità di spicco della ristorazione e dell’accoglienza professionale a livello internazionale.

I temi trattati sono molto variegati, ad esempio si discuterà sulle innovazioni di carattere gestionale (Revenue management, Customer Relationship Management o Food cost), lo sfruttamento degli strumenti digitali e i nuovi metodi per creare e comunicare efficacemente il brand.

Dopo aver visto quali sono i principali appuntamenti in Italia con le fiere della ristorazione e del food, andiamo ora a vedere quali sono i principali eventi che si terranno all’estero, negli stessi ambiti e nello stesso periodo di tempo (cioè la seconda metà del 2021).

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Fiere della ristorazione 2021 all’estero

Gli appuntamenti più importanti per quanto riguarda le fiere della ristorazione all’estero sono:

6. Anuga (Germania)
7. Horeca/Gastrofood (Polonia)
8. World Food (Russia)
9. PIR Expo (Russia)
10. Fine Food (Australia)

Vediamo di seguito di cosa trattano questi appuntamenti internazionali.

6. Anuga (Germania)

Iniziamo da una delle fiere più importanti del mondo alimentare europee, Anuga, che si svolgerà a Colonia (Germania) dal 9 al 13 Ottobre 2021.

Con un secolo di storia, questo evento è uno dei punti di riferimento mondiali per il mondo dell’industria food e beverage e per tutti i settori che ruotano intorno alla produzione e al consumo di cibo.

Un’iniziativa molto interessante è rappresentata dalla possibilità di partecipare da remoto, grazie alla creazione di una piattaforma digitale in grado di interagire con quanto avviene all’evento fisico, dando così la possibilità di intervenire a chi non può essere fisicamente presente all’evento.

Anuga è uno degli eventi più importanti al mondo per settori come l’industria alimentare, la GDO e il Commercio internazionale nel Food & Beverage. La sua vocazione internazionale e i suoi grandi numeri (quasi 8.000 espositori e quasi 170.000 visitatori, provenienti da più di 200 paesi) rendono questa fiera estremamente interessante anche per i grandi gruppi della ristorazione o per chi è alla ricerca di innovazioni nel mondo alimentare.

7. Horeca/Gastrofood (Polonia)

Per restare in Europa, parliamo ora di Horeca e Gastrofood, due appuntamenti che si svolgono in contemporanea alla fiera di Cracovia, in Polonia (Expo Kraków International Exhibition and Convention Centre) dal 3 al 5 Novembre 2021.

La ventottesima edizione della fiera della ristorazione Horeca è arricchita da quasi vent’anni anche da Gastrofood, un importante appuntamento sul mondo del cibo, e da EnoExpo, una fiera incentrata sul commercio internazionale di vini e liquori.

Questa unione di diverse anime consente a tantissimi operatori dei settori legati al food & beverage di allargare lo sguardo sulle innovazioni globali di tali settori, ed è per questo che l’appuntamento in Polonia rappresenta una buona opportunità per i professionisti del cibo che puntano al mercato europeo, in particolare ai paesi dell’Europa orientale.

8. World Food (Russia)

Giunta alla trentesima edizione, la fiera World Food di Mosca (Russia) si terrà quest’anno dal 21 al 24 Settembre.

Questa fiera rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per i settori collegati al food & beverage a livello internazionale, specialmente per chi ha particolari interessi nei mercati dell’est Europa, del Medio Oriente e dell’Asia.

Anch’essa ha un occhio di riguardo per i settori del commercio internazionale e delle produzioni su larga scala, ma consente anche agli operatori dell’Ho.Re.Ca. di scoprire nuove tendenze sui consumi e tanti alimenti che iniziano ad essere ricercati dai clienti.

9. PIR Expo (Russia)

Un altro importante appuntamento per i professionisti dell’ospitalità che si tiene in Russia è il PIR Expo. La ventiquattresima edizione si terrà dal 5 al 7 Ottobre 2021 al IEC Crocus Expo, vicino a Mosca, e sarà ricca di proposte interessanti per tutta la filiera della ristorazione e dell’hotellerie.

La fiera è suddivisa in tre tematiche principali, Ristorante, Hotel e Caffè e Té e prevede la partecipazione di più di 500 espositori internazionali.
L’evento comprende inoltre diversi forum molto interessanti, come quello incentrato sugli investimenti nel mondo food, oltre all’assegnazione del premio al miglior prodotto dell’anno per l’innovazione nel settore Ho.Re.Ca.

10. Fine Food Australia

Fine Food Australia, che avrà luogo dal 6 al 9 Settembre 2021 presso il ICC Sydney (Darling Harbour), è infine l’appuntamento più importante per chi intende operare nei mercati più lontani dall’Italia (in primis Australia e Sud-Est Asiatico, ma anche Sud America e Medio Oriente).

Nonostante la distanza geografica, questi mercati possono essere un’ottima opportunità per molte aziende italiane, soprattutto per quelle che riescono a valorizzare le qualità dell’agroalimentare Made in Italy.

Oltre al settore retail, questa fiera ospita sezioni dedicate al food service e all’hospitality, rendendola particolarmente adatta agli operatori della ristorazione internazionale, che qui possono trovare numerosi spunti per rinnovare il proprio business.

Oltre a tantissime eccellenze agroalimentari provenienti da tutto il mondo, la ristorazione è protagonista di questa fiera grazie a sezioni dedicate all’innovazione tecnologica nelle preparazioni degli alimenti e alla digitalizzazione dell’esperienza di vendita e consumo di cibo.

Principali fiere della ristorazione 2021: Bull di Italforni, forno elettrico innovativo

Rinnova la tua attività partecipando alle fiere della ristorazione 2021

Come abbiamo visto, in pochi mesi ci sono numerosi appuntamenti per i professionisti della ristorazione e dei settori collegati al cibo.

Sia in Italia che all’estero infatti, questo argomento suscita sempre un grande interesse in un vasto pubblico e rappresenta una fetta di business crescente per il PIL di molti Paesi, incluso il nostro.

Come abbiamo detto nell’introduzione, partecipare alle fiere della ristorazione consente di aprire gli occhi alle novità, di stimolare la curiosità e di offrire migliori esperienze di consumo ai nostri clienti (che avranno impatti positivi sia sul brand che sul fatturato).

Ogni evento ovviamente è diverso dall’altro e vi invitiamo quindi a visitare i siti ufficiali degli eventi che vi abbiamo proposto, in modo da farvi un’idea più accurata di quelli che possono essere di vostro interesse.

Italforni proporrà le proprie innovazioni in diverse fiere della ristorazione, come avvenuto a Marzo per il Sigep 2021. In tale occasione, abbiamo presentato la nostra gamma di forni elettrici professionali innovativi per pizzerie, pasticcerie e panifici, approfondendo le loro caratteristiche di grande produttività, design elegante e moderno e grande qualità e versatilità nelle cotture.

Il prossimo appuntamento che vedrà la partecipazione di Italforni in Italia è Host (22-26 Ottobre, Milano), mentre per quanto riguarda le fiere della ristorazione all’estero saremo al Foodservice Australia, che non abbiamo approfondito in questo articolo poiché è stato posticipato al 2022.

Concludiamo quindi questa guida alle fiere della ristorazione 2021 con l’invito a partecipare a quanti più eventi possibile, poiché rappresentano la benzina per il motore del rinnovamento dell’attività ristorativa.

Partecipare agli eventi del mondo food è inoltre molto utile per capire come attirare i clienti in una pizzeria, poiché potremo renderci conto di cosa piace alla gente e di quali novità sono più ricercate.

Per ulteriori consigli sul mondo della ristorazione e dei forni professionali, continuate a seguire il nostro blog.

catalogo forni elettrici innovativi Italforni

Italforni all’HostMilano 2021

Un evento da non perdere

Dal 22 al 26 Ottobre alla Fiera di Milano

Anche quest’anno, Italforni partecipa ad HostMilano dal 22 al 26 di Ottobre.

Vieni a trovarci alla fiera mondiale dedicata ai settori della ristorazione e dell’accoglienza e scopri CARUSO®, il nostro nuovo forno per pizza Napoletana!

Dove trovarci

Ci trovi al Padiglione 03 – Stand E34 – E41, dove  potrai vedere i nostri forni in funzione e chiederci tutte le informazioni di cui hai bisogno riguardo al miglior prodotto per la tua attività.

Scoprirai l’incredibile versatilità dei prodotti ITALFORNI, l’alta tecnologia dietro ogni macchina, la qualità dei materiali 

ed il fantastico design dei forni per pizzeria.

Inoltre, ti proponiamo un ricco programma di show cooking con numerosi Maestri Pizzaioli della miglior tradizione Napoletana nel mondo!

Come attirare clienti in pizzeria e aumentare il fatturato

Come attirare clienti in pizzeria e aumentare il tuo fatturato

Come attirare clienti in una pizzeria? Scopri come rilanciare la tua attività e aumentarne il fatturato leggendo il nostro articolo dedicato.

La pandemia da Covid-19 ha portato a cambiamenti significativi nel contesto lavorativo e nelle esigenze dei clienti. Questa situazione ha reso indispensabile adattarsi e apportare modifiche in tutti i settori, soprattutto nel mondo della ristorazione.

Ad esempio, i lunghi periodi di chiusura forzata hanno costretto i ristoranti e le pizzerie a operare solo attraverso il servizio di asporto e consegna a domicilio, una tendenza già in crescita negli ultimi anni.

Per aiutare i ristoratori a far fronte a questi cambiamenti di mercato e a far crescere la propria attività, abbiamo preparato una guida con i migliori consigli per rinnovarsi e attirare clienti in una pizzeria, aumentando così il proprio fatturato.

Per rilanciare il proprio locale sarà necessario lavorare su ogni aspetto dell’attività, in modo da riuscire ad attrarre nuovi clienti, soddisfarli appieno e farli tornare.

Vediamo come fare.

Iniziamo.

Attirare più clienti nella tua pizzeria. Come fare?

Come attirare i clienti in pizzeria?

Come attirare clienti in una pizzeria in l’Italia, dove la concorrenza è così elevata?

Sicuramente non è cosa semplice, ma mettendo in campo le giuste strategie di marketing è possibile rilanciare la propria attività, aumentare il numero di clienti.

Per distinguersi dalla concorrenza è indispensabile far sì che il proprio brand venga subito riconosciuto dai clienti.

Un buon modo potrebbe essere quello di creare un’immagine coordinata personalizzando l’abbigliamento dei dipendenti. Ad esempio, camicie e polo con il logo e i colori della pizzeria e divise coordinate con lo stile e l’ambiente del proprio locale.

Una volta che il brand è ben riconoscibile è possibile pensare a strategie adatte a promuovere l’attività e aumentarne la visibilità, con l’obiettivo di attirare nuovi clienti.

3 azioni di marketing ideali per attirare i clienti in pizzeria sono:

  1. Sfruttare gli spazi all’aperto
  2. Gestire il take-away e organizzare il delivery
  3. Offrire servizi online

Approfondiamo brevemente i punti elencati.

1. Sfruttare gli spazi all’aperto

Sfruttare le aree esterne è un vantaggio competitivo per i ristoratori anche nel lungo periodo. Infatti, molte persone amano mangiare all’aperto. Inoltre, tavoli all’esterno possono attrarre nuovi clienti in pizzeria.

I consigli per utilizzare al massimo gli esterni del locale vanno ovviamente tarati in base al singolo caso. Ogni attività ha le proprie caratteristiche, che dipendono dal tipo di pizza che intende proporre, dalla sua ubicazione e dal suo stile.

Un primo spunto su come attirare i clienti in una pizzeria sfruttando gli spazi esterni riguarda l’allestimento delle zone prima non utilizzate. Anche il giardino sul retro può diventare un luogo accogliente in cui far mangiare i clienti con un po’ di lavoro e un piccolo investimento.

Un’altra idea riguarda chi ha abbastanza spazio all’aperto da decidere di allestire la pizzeria all’esterno, magari perché ha problemi di spazio nella cucina interna.

In questo caso, la cucina guadagnerà spazio e i clienti saranno appagati dall’osservare il processo di realizzazione e cottura delle pizze in un forno esteticamente accattivante e di design.

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2. Gestire il take-away e organizzare il delivery

Durante la pandemia, il servizio di take-away e consegna a domicilio ha subito un notevole aumento.

Ma gestire efficacemente gli ordini da asporto può essere una sfida, poiché tendono ad accumularsi tutti nello stesso momento. In questi casi, è consigliabile scaglionare le prenotazioni per evitare ritardi nel servizio.

Va, inoltre, considerato che i clienti sono di solito meno tolleranti per il ritardo di un asporto o di una consegna a domicilio, rispetto all’attesa al tavolo (dove possono ordinare da bere o stuzzicare qualcos’altro nell’attesa della loro pizza).

Per quanto riguarda le consegne a domicilio, si può scegliere tra piattaforme esterne come Just Eat o Deliveroo o organizzare internamente la logistica del delivery.

Entrambe le soluzioni presentano vantaggi e svantaggi: organizzare le consegne internamente è molto più impegnativo a livello di gestione, ma consente di mantenere una relazione più stretta con il cliente e una marginalità maggiore sull’incasso.

D’altro canto, affidarsi a piattaforme esterne elimina l’onere gestionale e permette di raggiungere tutte le persone che solitamente utilizzano queste soluzioni per ordinare da mangiare.

Come attirare più clienti in pizzeria e aumentare il fatturato: take-away e servizio delivery

3. Offrire servizi online

La presenza digitale è fondamentale per attirare clienti in una pizzeria.

È consigliabile creare un sito web, un’app o avere canali social per aumentare la visibilità e l’interazione con i clienti.

Servizi innovativi, come la geolocalizzazione del corriere per i clienti in attesa della pizza a casa o la possibilità di ordinare direttamente dal sito, possono essere un valore aggiunto. In quest’ultimo caso si ha anche la possibilità di ottenere i dati dei propri clienti, e riuscire così a prevedere quante e quali pizze fare ogni giorno.

Come aumentare la produttività di una pizzeria?

Per riuscire a soddisfare la domanda crescente si dovrà imparare a lavorare in maniera più efficiente.

In altre parole, l’obiettivo è quello di aumentare il lavoro senza che questo implichi un notevole incremento di fatica.

Un fattore cruciale è rappresentato dalla scelta di personale qualificato, importante tanto in sala quanto in cucina. Ad esempio, un pizzaiolo veloce può essere una delle strategie più efficaci per aumentare la produttività.

Tuttavia, oltre al fattore stipendio, che deve riflettere una competenza e una professionalità maggiore, anche il miglior pizzaiolo sarà rallentato se la cucina non dispone della giusta attrezzatura.

Lo stesso discorso vale per il personale di sala. Avere un responsabile delle prenotazioni in grado di scaglionare gradualmente gli ordini da asporto e di integrarli in maniera comoda con gli ordini dei tavoli può facilitare notevolmente il lavoro.

Ciò contribuisce, quindi, all’aumento di produttività dell’attività e consente di soddisfare più clienti in meno tempo, senza dover abbassare gli standard qualitativi.

Uno spunto differente per aumentare il fatturato di un’attività ristorativa può essere quello della diversificazione del business in attività parallele al servizio tradizionale.

Ci riferiamo, ad esempio, a quelle realtà affermate che iniziano ad organizzare (e vendere) corsi di cucina o panificazione, in presenza e online.

Questo tipo di attività si svolge di solito negli orari in cui il locale è chiuso, per non interferire con la preparazione del servizio, e non va a modificare il modo di svolgere il lavoro principale. Rappresentando una fonte di incassi aggiuntiva.

Un’altra attività parallela può essere quella del foodtruck: una cucina o una pizzeria su ruote che permette di raggiungere le persone nei luoghi di maggiore afflusso.

In questo caso, per via dei limiti di spazio e di attrezzature tipici di queste soluzioni, si è soliti organizzare il lavoro facendo tutte le preparazioni nel locale. In questo modo si avranno pochissime necessità operative durante il servizio itinerante.

Attirare clienti in pizzeria e aumentare il fatturato: scegli il miglior forno funzionale e di design

Qual è il miglior forno professionale per attrarre clienti

Una delle soluzioni più efficaci quando ci si domanda come attirare clienti in una pizzeria per aumentare la produttività è sicuramente quella di investire su un forno professionale adatto alle proprie mutate esigenze.

I parametri di valutazione coinvolti nella scelta del nuovo forno professionale per la propria pizzeria possono essere estremamente variegati. Nella maggior parte dei casi, possono riguardare:

  • Il combustibile che alimenta il forno
  • La disponibilità di spazio per l’installazione
  • La scelta di lavorare con il forno a vista dei clienti

A seconda del caso specifico, questo tipo di scelte può consentire di aumentare la produttività e il fatturato della pizzeria.

Con un nuovo forno a gas, al posto di un forno elettrico un po’ datato, possiamo ad esempio raggiungere temperature di cottura più elevate senza avere un alto costo di gestione. In questo modo si potrà ridurre il tempo di cottura delle pizze e aumentare la velocità del servizio.

Per fare l’esempio opposto, molte pizzerie potrebbero decidere di cambiare un vecchio forno a gas o a legna con un forno elettrico professionale di ultima generazione.

Strumenti di cottura innovativi, come i nostri Bull, Diamond e Visor, racchiudono il meglio della tecnologia per:

  • Migliorare l’efficienza termica (temperature alte e costanti con un consumo contenuto di energia)
  • Facilitare il lavoro in pizzeria

Soprattutto per chi lavora con il forno a vista, un ottimo modo per aumentare la produttività e contemporaneamente attirare i clienti è quello di scegliere un forno professionale di design.

Nei casi in cui si ha bisogno di un grande salto in termini di produttività, si potrebbe decidere di dotarsi di un forno a tunnel. Si tratta di uno strumento di cottura in grado di facilitare il lavoro dei pizzaioli e quindi di velocizzare il servizio, grazie ad una sua gestione semplificata.

La gamma Italforni dedicata ai professionisti della ristorazione consente a ogni tipo di pizzeria di trovare il modello perfetto per le proprie esigenze, così da poter aumentare il numero di clienti e il fatturato della propria attività.

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Come aprire una gastronomia efficiente (senza fare errori)?

Aprire una gastronomia di successo: cosa sapere? Requisiti, licenze, costi e macchinari

L’Italia vanta una notevole tradizione gastronomica. Spesso simbolo delle città che le ospitano, le gastronomie nostrane riescono a coniugare il meglio dei prodotti locali agli invitanti piatti della ristorazione veloce d’asporto.

Non è difficile quindi trovare vicino a pietanze fresche appena cucinate, salumi e formaggi di ogni tipo, pasta fresca, pane e bottiglie di vino di nicchia e magari specialità introvabili altrove.

Quella delle gastronomie italiane è a tutti gli effetti un’attività che negli ultimi anni ha saputo adattarsi a stili di vita sempre più frenetici e rinnovarsi di conseguenza.

La gastronomia moderna, infatti, risponde all’esigenza, sempre più diffusa, di tutte quelle persone che non hanno il tempo, o la voglia, di preparare qualcosa da mangiare per pranzo o per cena, ma non vogliono rinunciare alla bontà di un piatto fresco dal gusto tipicamente casalingo.

Ed ecco che sui banconi delle gastronomie hanno iniziato a far capolino piatti già pronti della tradizione italiana in versione da asporto.

Probabilmente è proprio questo cambiamento la chiave di volta del successo delle gastronomie che ancora oggi sono molto frequentate e rappresentano un buon investimento per chi vuole avviare un’attività.

Avere passione per il buon cibo e per la cucina rappresenta sicuramente una buona base di partenza se si intende intraprendere questa strada, ma come aprire una gastronomia partendo da zero? Quali fattori bisogna prendere in considerazione?

Vediamo dunque quali sono i passi da seguire per avviare una gastronomia efficiente e moderna:

  1. Come aprire una gastronomia da asporto
  2. Requisiti e licenze necessarie per un aprire una gastronomia
  3. Quanto costa avviare una gastronomia
  4. Macchinari e attrezzature indispensabili in un laboratorio gastronomico

Iniziamo.

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1. Come aprire una gastronomia da asporto

Per costruire un’attività duratura è necessario avere delle solide fondamenta. Non occorrono particolari requisiti tecnico-professionali per avvicinarsi a questo settore, ma sicuramente chi ha già maturato esperienza sul campo sarà avvantaggiato rispetto ad un principiante.

Inoltre, conoscere in modo approfondito le caratteristiche delle pietanze che si intende proporre ai propri clienti è indispensabile.

Una buona idea è quindi quella di investire in un buon corso di cucina, anche se si è già esperti o se si possiede un diploma alberghiero.

La formazione e l’aggiornamento, infatti, non possono che arricchire le competenze ed il bagaglio culturale di chi vuole avvicinarsi a questa attività.

Chiusi i libri, sono diversi gli step da seguire per pianificare un’attività imprenditoriale che coinvolge diversi aspetti: dalla redazione di un business plan alla gestione delle pratiche tecniche e burocratiche all’acquisto di attrezzatura e strumenti di lavoro.

Per prima cosa partiamo dalla scelta della location. Questa deve esser fatta non in base al proprio gusto personale, bensì dovrà essere il risultato di un’attenta analisi demografica della zona: quanti e quali abitanti, accessibilità al parcheggio, passaggio di gente, analisi dei competitor e visibilità dell’attività.

Non esiste la location perfetta per tutti, ci sono esercizi che trovano la loro collocazione ideale nel centro storico e altri che funzionano meglio nei quartieri residenziali.

Per un’attività come quella della gastronomia a fare la differenza saranno tutte quelle zone facilmente raggiungibili, meglio ancora se con posti auto nelle immediate vicinanze, e preferibilmente vicina a scuole o uffici.

Questi ultimi rappresentano senza dubbio una risorsa da non sottovalutare: si può instaurare infatti una collaborazione dove la gastronomia può fornire pasti veloci e salutari a chi non torna a casa per la pausa pranzo.

Se la location è importante, certamente non è l’unico fattore ad influire sul successo o sul fallimento dell’attività.

È essenziale prendere in considerazione altri 3 fattori che determinano il successo di un simile business:

  1. La bontà dei piatti in vendita e delle materie prime utilizzate
  2. L’originalità dell’offerta: soddisfare una necessità ben precisa della clientela, soprattutto se non esiste ancora nulla di simile nelle vicinanze (come ad esempio sfruttando i trend del momento e i bisogni emergenti creando piatti per celiaci, oppure per vegetariani e vegani, o ancora specializzandosi in uno o più prodotti regionali tipici)
  3. L’efficienza dell’attrezzatura professionale da impiegare in cucina: gli elettrodomestici dovranno adattarsi perfettamente alle esigenze e alle necessità dell’attività. Ad esempio, saper scegliere un forno professionale adeguato alla propria capacità produttiva semplifica il lavoro giornaliero e valorizza i piatti da cuocere.

Inoltre, andrà ben ponderato il rapporto tra la qualità dei piatti proposti e il relativo costo. Prezzi troppo bassi potrebbero essere percepiti come un fattore di bassa qualità dei piatti, al contrario prezzi troppo alti non invoglierebbero il cliente a tornare.

Come spesso accade la soluzione è nel mezzo: si dovrà attribuire il giusto valore alle pietanze così da risultare convenienti senza rischiare di abbassare la percezione della qualità.

I clienti devono essere pienamente soddisfatti di quello che hanno appena mangiato e pagato, in modo da voler tornare ancora nel locale.

Aprire una gastronomia da asporto: come fare

2. Requisiti e licenze necessarie per aprire una gastronomia

Per aprire una gastronomia si dovrà adempiere a tutta una serie di disposizioni che sono valide per tutte quelle attività che somministrano alimenti.

La normativa italiana di riferimento è articolata e a volte complessa. Una gastronomia classica, ossia quella nella quale vengono venduti esclusivamente i prodotti preparati in loco, rientra tra le attività artigiane.

Al contrario, le attività che propongono alla propria clientela anche cibi confezionati appartengono alla categoria di impresa commerciale.

Per essere considerate attività artigianali, con tutte le agevolazioni del caso, si devono rispettare alcuni vincoli quali:

  • Tutti i prodotti venduti devono essere realizzati nel locale
  • Il luogo di produzione e il luogo di vendita deve essere lo stesso (o i due luoghi devono essere molto vicini). Questo perché la gastronomia viene equiparata come “laboratorio di produzione e vendita di alimenti e bevande”
  • Non è permessa la somministrazione in loco, ma solo al di fuori dal negozio

Se questi vincoli non vengono rispettati si rientra nelle attività commerciali a tutti gli effetti, perdendo così le agevolazioni previste per gli artigiani.

Il diverso inquadramento giuridico incide ovviamente sull’iter da seguire per l’apertura della gastronomia e l’aspirante gestore dovrà possedere determinate caratteristiche prima di poter aprire la sua attività.

Trattandosi di un locale dove vengono venduti beni alimentari destinati al consumo umano, il titolare della gastronomia dovrà possedere i seguenti requisiti al momento dell’apertura:

  • Maggiore età e capacità di intendere e di volere
  • Possesso dei cosiddetti requisiti morali e professionali
  • Non essere stato dichiarato fallito
  • Avere l’abilitazione alla somministrazione di alimenti e bevande (Sab), ottenibile frequentando un corso apposito o possedere un diploma di scuola alberghiera
  • Disporre della certificazione Haccp che attesta la conoscenza delle procedure che devono essere rispettate quando si preparano, manipolano e somministrano alimenti e bevande

Solo dopo aver verificato di possedere i requisiti appena elencati si potrà procedere con l’apertura di una gastronomia tradizionale da asporto, ossia quella dove tutto ciò che è venduto è prodotto nel laboratorio, attraverso:

  • Apertura della Partita IVA
  • Iscrizione all’Inps e all’Inail
  • Autorizzazione sanitaria dall’ASL (Azienda Sanitaria Locale) di competenza e presentazione dei documenti relativi alle attrezzature che potrebbero inquinare tramite le loro emissioni (soprattutto i forni).
  • Presentazione della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune
  • Richiesta della licenza commerciale all’ufficio commercio del Comune
  • Trasmissione al Comune dell’autorizzazione all’esposizione dell’insegna
  • Iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio
  • Comunicazione all’Agenzia delle Dogane per l’eventuale vendita di alcolici nel locale

Dalla lunghezza dell’elenco si nota come i permessi da richiedere siano molteplici. Potrebbe quindi essere utile avvalersi di professionisti come: commercialista, consulente del lavoro e geometra o architetto per quanto riguarda le pratiche urbanistiche.

Avviare una gastronomia: requisiti e licenze che non devono mancare

3. Quanto costa avviare una gastronomia

Per aprire una gastronomia vanno presi in considerazione i costi legati all’iter burocratico, alla comunicazione, all’allestimento e alla messa a norma del locale nonché quelli legati all’arredamento e agli elettrodomestici.

Il budget iniziale può variare molto in base alle dimensioni e allo stato del locale che si sceglie per aprire l’attività, ma trattandosi di un esercizio dove non si effettua il consumo in loco, non si avrà bisogno di grandi metrature.

Considerando che l’investimento iniziale può oscillare molto: per una gastronomia di piccole dimensioni si dovranno mettere a budget almeno 40/50.000 euro.

Tuttavia, rispetto all’allestimento di una cucina per ristoranti si può risparmiare per via della mancanza del servizio, resta comunque prioritario dotarsi di una cucina comoda e fornita di attrezzatura funzionale.

Oltre all’allestimento, è utile prevedere un anno di affitto per i locali, ai quali va aggiunto il costo dell’eventuale personale.

Generalmente per avviare una gastronomia servono due persone per gli orari di punta, uno nella fase preparatoria.

Si può però risparmiare se si opta per un locale già a norma per quanto riguarda gli impianti, meglio ancora se al suo interno veniva già svolta un’attività similare, come può esserlo quella di un bar o di una pizzeria.

Altra scelta interessante può essere quella di entrare a far parte di un franchising, ossia scegliere per il proprio esercizio un marchio già conosciuto e sviluppato che possa fornire supporto durante la fase di avviamento.

Sicuramente questa opzione può rivelarsi utile per chi è alle prime armi in quanto affiliarsi ad un brand con esperienza nel settore e già affermato può rivelarsi un valido aiuto.

In genere chi decide di aprire una gastronomia in franchising punta soprattutto sulla praticità: si è assistiti dalla fase di progettazione degli spazi, nell’avvio dell’attività e fino alle strategie di promozione e marketing.

Per avviare una gastronomia bisogna avere anche i macchinari giusti: forno Windy di Italforni

4. Macchinari e attrezzature indispensabili in un laboratorio gastronomico

Come aprire una gastronomia senza prendere in considerazione l’acquisto di attrezzature appropriate?

È impensabile valutare con attenzione e cura tutta una serie di macchinari e strumenti professionali che possano essere in grado di rispondere alle esigenze lavorative quotidiane.

L’attrezzatura di cui dotarsi varia ovviamente in base al tipo di servizio offerto, ma in linea generale all’interno di una gastronomia non potrà mai mancare:

  • Un bancone con vetrina per l’esposizione degli alimenti pronti alla vendita
  • Un piano di lavoro attrezzato per l’elaborazione dei piatti
  • Una zona cucina attrezzata con friggitrice ed elettrodomestici utili ai piatti che si intende realizzare (macchina per pasta fresca, impastatrici, crepiere ecc.)
  • Un armadio frigorifero sufficientemente grande per conservare le materie prime facilmente deperibili
  • Un forno professionale per la cottura delle pizze, delle focacce e di altri piatti tipici, magari dotato di pietra refrattaria
  • Un girarrosto

Anche i materiali di consumo possono essere diversi, ma quelli essenziali sono senz’altro le vaschette per l’asporto, i tovaglioli e le posate usa e getta.

Vanno poi considerati tutti quegli strumenti che fanno da corollario alla produzione vera e propria, come: il registratore di cassa, il pos, le vetrine per l’esposizione e così via.

Amore, passione e maestria nel lavoro devono essere accompagnati dagli strumenti giusti.

A maggior ragione, per una gastronomia, dove è necessaria la scelta di soluzioni che possano garantire la massima precisione ed efficienza.

La preparazione di molti piatti, infatti, richiede la cottura al forno: un modello professionale, come Windy, che sia elettrico o a gas, rappresenta la soluzione migliore da prendere in considerazione prima di aprire una gastronomia per la sua fruibilità e la sua funzionalità sotto ogni punto di vista.

Disporre di uno strumento autopulente che offra allo chef la possibilità di esprimere tutte le sue capacità grazie alla possibilità di impostare a piacimento ogni tipo di cottura rappresenta sicuramente un notevole vantaggio sia in termini di tempo sia di qualità nei risultati.

Per aprire una gastronomia servono anche i macchinari: impastatrice GM di Italforni

Ultimi suggerimenti per avviare la propria gastronomia

Abbiamo visto come aprire una gastronomia, i requisiti necessari per poterla avviare e l’importanza di dotarsi di un’attrezzatura adeguata.

Oltre alle capacità individuali di chi la gestisce, allo studio adeguato della clientela e della concorrenza, nonché delle attività di promozione è importante saper ascoltare cosa vogliono i potenziali clienti, assecondare i loro gusti e desideri.

In un momento come quello che stiamo vivendo, può rivelarsi una buona idea offrire un servizio di consegne a domicilio.

A seconda delle caratteristiche della zona scelta per avviare la gastronomia (quartiere residenziale, centro storico, area con aziende e uffici) è possibile offrire menù adatti alla potenziale clientela come: piatti tradizionali, spuntini da consumare mentre si passeggia o ancora piatti leggeri e gustosi per chi deve tornare a lavoro.

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Lievitazione e cottura del pane: i 4 errori più frequenti

Lievitazione e cottura del pane: errori più frequenti

Sia che possiedi un’attività da tempo, sia che si tratti di un progetto che sta per essere avviato, alcuni consigli riguardo la lievitazione e la cottura del pane aiutano a prestare maggiore attenzione alla qualità del prodotto.

A partire dalla preistoria, il pane, è stato sempre presente nell’alimentazione dell’uomo, ad essere cambiate sono le tecniche utilizzate per la sua lavorazione, oltre ad una maggiore comprensione dei trucchi per rendere perfetta la sua produzione.

I principali problemi nella realizzazione di questo alimento si possono verificare durante il processo di cottura o lievitazione. Nel seguente articolo analizzeremo i 4 errori più frequenti che vengono commessi durante le fasi di lievitazione e cottura del pane.

Iniziamo.

Scarica la guida sulla scelta del giusto forno per la tua attività

Lievitazione del pane: i 4 errori più frequenti

Il lievito è formato solitamente da funghi, i quali decompongono l’amido della farina e gli zuccheri che dopo essere stati scomposti diventano etanolo e anidride carbonica.

Ed è proprio grazie al calore, che l’anidride carbonica aumenta di volume, poiché rimanendo intrappolata nel legame delle molecole di glutine, da il via alla lievitazione del pane.

Ad influenzare il processo di lievitazione del pane vi è anche la forza della farina, la quale è determinata dalla quantità di glutine che contiene: maggiore è la quantità di questo elemento, più la rete formata dalle molecole permette di intrappolare anidride carbonica così da aumentare il volume del pane. Di conseguenza maggiore è la quantità di glutine presente e più la farina viene definita come forte.

Per prima cosa bisogna comprendere quali tipi di lievitazione possono essere utilizzati:

  • Chimica: si realizza tramite l’impiego di lievito istantaneo chimico in polvere, la reazione è permessa dal contatto che avviene tra un elemento alcalino e uno acido, ossia una semplice reazione chimica al calore
  • Microbiologica: ottenuta tramite l’impiego del lievito madre e del lievito di birra, sia fresco che disidratato. Nel lievito sono presenti dei microrganismi che si nutrono di farina e che riproducendosi fanno aumentare di volume l’impasto.

Il lievito madre necessita di una certa cura per poter essere mantenuto vivo e per questo deve essere rinfrescato costantemente onde evitare che abbia un odore e un gusto acido. Le caratteristiche positive di questo lievito permettono di ottenere impasti morbidi, facilmente digeribili e di aumentare il tempo di conservazione del pane.

Con il lievito di birra, invece, la lievitazione dell’impasto del pane avviene più velocemente e l’impasto diventerà molto alto e soffice, ma meno durevole nel tempo quindi andrà più facilmente a perdere la sua croccantezza. Per poter essere utilizzato deve essere sciolto in acqua tiepida in modo da agire correttamente e per farlo attivare possono anche essere impiegati il miele o lo zucchero.

Ora che abbiamo visto come funziona la lievitazione del pane possiamo comprendere meglio gli errori che vengono commessi più frequentemente:

  1. Miscela di farine sbagliate
  2. Dosaggio errato del sale
  3. Scarsa lavorazione dell’impasto
  4. La temperatura del luogo scelto per far riposare la massa

Andiamo ora ad analizzare ogni errore nel dettaglio in modo da creare un prodotto che accresca la sua qualità di volta in volta.

Errori frequenti nella lievitazione e cottura del forno: miscela farine sbagliate

1. Miscelare le giuste farine per l’impasto del pane

Ogni farina presenta una quantità diversa di glutine e di conseguenza alcuni tipi sono preferibili ad altri, così da permettere una perfetta lievitazione del pane. La farina 0 ad esempio, presenta un basso indice proteico (quantità di glutine contenuta) e per questo deve essere accompagnata sempre da altri tipi di farina, anche se in quantità minima.

Farine meno raffinate come quella integrale permettono invece al pane di essere più tosto e al contempo più duraturo, ma perde di morbidezza al suo interno.

Per questo motivo mischiare due tipi di farine con caratteristiche differenti, le quali vadano a compensare la quantità di glutine l’una dell’altra, permette di ottenere la perfetta lievitazione. Un mix di farine diverse renderà il pane più morbido e durevole nel tempo.

2. Dosare il sale nell’impasto

Questo ingrediente va utilizzato con attenzione perché potrebbe contrastare la lievitazione del pane. Va dosato con cura evitando di aggiungerne in quantità eccessiva, ossia quella che permetta il giusto compromesso fra la creazione della crosta esterna croccante ed evitare che venga fermato l’aumento di volume dell’impasto.

Per questo deve essere aggiunto sempre come ultimo componente, lontano dall’aggiunta del lievito. Solo dopo che quest’ultimo sia stato bene amalgamato è possibile aggiungere il sale così da creare un interno morbido e un esterno croccante, che si mantenga più a lungo.

3. Lavorare poco l’impasto

È difficile comprendere quando smettere di impastare o quale sia la consistenza perfetta per l’impasto.

L’utilizzo di un’impastatrice professionale ti permette di evitare questi errori, donando al panetto una consistenza perfetta in modo che questo possa essere avviato correttamente alla lievitazione.

Intrecciato correttamente l’impasto del pane va a formare una compatta maglia glutinica, così da intrappolare quanta più anidride carbonica possibile.

4 errori frequenti nella lievitazione e cottura del pane: impastatrice GM di Italforni

4. Controllare la temperatura del luogo scelto per far riposare la massa

L’impasto del pane per lievitare correttamente dovrebbe essere lasciato riposare nelle “celle di lievitazione”, dove la temperatura si aggira tra i 28 e i 30°C e non sono presenti correnti fredde, ma l’aria è fortemente umidificata.

In parole povere “il pane teme il freddo”, questa è la classica frase da panettiere. L’impasto inoltre deve essere ritoccato più volte in modo da evitare che si formi una crosta troppo resistente, che non permetta ai microrganismi presenti nel lievito di continuare a riprodursi.

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Errori più comuni durante la cottura del pane

Prima di scegliere il forno professionale per panificio e dopo aver compreso come strutturare l’impasto è necessario studiare come si verifica la cottura del pane.

L’impasto quando viene inserito all’interno del forno attraversa due fasi di cottura:

  1. Primo momento che permette l’aumento di volume
  2. Secondo momento dove si forma la divisione fra la crosta e la mollica

La cottura del pane viene svolta dal forno in modo graduale, prima si va a formare la crosta e poi il calore raggiunge la mollica dandole la consistenza morbida. Grazie all’evaporazione dei liquidi si forma la crosta nel momento in cui la parte più esterna raggiunge i 100°C.

A questo punto inizia a cedere calore alle parti sottostanti e così inizia il processo di cottura fino ad arrivare allo strato più interno dove non vi sarà evaporazione, ma rimarrà solo la condensa poiché quella parte non riuscirà mai a raggiungere i gradi necessari. 

Non dimentichiamo però che per la creazione di una crosta perfetta è anche necessario aggiungere un additivo naturale, come ad esempio il malto d’orzo. Non solo la crosta dipende dalla corretta cottura, ma anche dall’interazione che si verifica tra gli zuccheri e le proteine.

Questa premessa era necessaria per comprendere al meglio le dinamiche fisiche e chimiche che accompagno il fenomeno. Nel caso della cottura del pane, quali sono quindi gli errori più frequenti che si verificano? Te li illustriamo di seguito:

  1. Tagli inefficaci sulla superficie
  2. Non utilizzo della “vaporiera”
  3. Temperatura troppo elevata
  4. Scelta del momento di infornare sbagliato

1. Tagli inefficaci sulla superficie dell’impasto

La crosta si forma all’esterno nel momento in cui questa raggiunge la temperatura necessaria attivando tutto il processo a catena, ma con la formazione di un determinato spessore, questa creerà una specie di barriera che impedirà al pane di crescere ulteriormente.

Proprio per questa ragione sono necessari dei tagli sulla superficie che permettano al calore di entrare anche all’interno, prima che coinvolga solo la parte superiore. Gli effetti benefici si vedono immediatamente per via della continua espansione della massa, senza incontrare alcuna resistenza.

Errori comuni nella lievitazione e cottura del pane: forno professionale Pastfood di Italforni

2. Non utilizzo della “vaporiera”

Un altro segreto tenuto ben nascosto dagli esperti è che, banalmente, il vapore aiuta la formazione della crosta. Cosa significa questo? Per avere una crosta croccante e friabile allo stesso tempo è necessario utilizzare il vapore, dato che è proprio a 50°C che muoiono i lieviti e i gas continuano a espandere la massa, e se la superficie risulterà già rigida, questa andrà a fermare l’aumento di volume.

Per accompagnare in modo ancora migliore questo processo è possibile spruzzare il pane di acqua poco prima che questo venga inserito all’interno del forno, perciò avere un forno professionale come Pastfood che permetta l’inserimento di una “vaporiera” aiuta il processo

Inoltre, rende il prodotto finale di alta qualità, pronto per la prova del coltello, ossia sarà croccante e non si sbriciolerà nel momento in cui verrà tagliata una fetta.

3. Temperatura troppo elevata

Se la crosta si presenta troppo dura e l’interno è poco cotto, questo è il chiaro sintomo di aver scelto una temperatura per la cottura troppo alta.

In media in un forno professionale per panificio la cottura del pane si imposta tra i 220 e i 275°C, il consiglio è di abbassarla di 20°C volta per volta per comprendere a pieno quale tipo di regolazione necessiti ogni tipologia di impasto.

Più il panetto sarà umido e più sarà possibile giocare con una temperatura elevata, inoltre è necessario valutare anche la forma del pane per poter impostare correttamente il processo di cottura, il rapporto tra la superficie esterna e la massa interna indica la temperatura giusta da adottare.

Errori frequenti nella lievitazione e cottura del pane: infornare nel momento sbagliato

4. Scelta del momento di infornare sbagliato

Dopo aver dato la forma all’impasto del pane la superficie risulta molto compatta, questo perché la maglia glutinica in questo momento è al massimo della forza e impedisce l’ulteriore sviluppo di bolle che consentono al pane di avere una maggiore morbidezza.

Se il pane venisse infornato in questo momento, si formerebbe immediatamente la crosta e questo gli impedirebbe di crescere di volume ulteriormente, rimanendo eccessivamente denso. 

In caso contrario se dovesse essere inserito quando è passato troppo tempo e si sono formate un numero eccessivo di bolle, i lieviti romperanno le fragili barriere, di conseguenza il pane collasserà diventando eccessivamente rigido e pesante.

Quindi, quando infornare? Il momento perfetto è quello in cui il volume sarà il doppio di quello di partenza, lo definiremo quindi il momento cruciale.

Ultimi consigli per una corretta lievitazione e cottura del pane

Valutati questi errori sicuramente vi sono degli escamotage che possono aiutarti nel creare il prodotto da forno perfetto. Per quanto riguarda la lievitazione del pane, l’utilizzo di un’impastatrice professionale sicuramente contribuisce a rendere il lavoro più semplice e di sicura riuscita.

Inoltre, scegliere il forno dotato delle giuste caratteristiche, come la possibilità dell’inserimento della “vaporiera” e la cottura su pietra refrattaria, contribuiscono a regalare la doratura e l’odore di pane sfornato che tutti sognano entrando in un panificio o addentando una fetta.

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Qual è il migliore forno a gas per pizza professionale?

Qual è il migliore forno a gas per pizza professionale?

La scelta del miglior forno a gas per pizza professionale dipende da molti fattori. Scopri quali sono tutte le caratteristiche da valutare prima dell’acquisto.

Individuare il miglior forno a gas per pizza professionale richiede un po’ di tempo e pazienza, soprattutto se è il primo che si acquista. Dal forno dipendono, infatti, la cottura delle pizze, ma anche la rapidità con la quale si serviranno i clienti, così come i consumi.

Scegliere un forno a gas per pizza professionale performante significa, dunque, semplificare tanto il lavoro giornaliero, quanto la qualità del servizio e dei prodotti offerti.

Tuttavia, ogni attività ha le proprie peculiarità e a concorrere alla scelta del modello perfetto possono esserci numerosi fattori. Budget, spazio a disposizione, specifiche esigenze di produzione e tipo di pizza da cuocere sono tra i più importanti.

Vediamo, dunque, quali sono le considerazioni da fare prima di scegliere il forno per pizza professionale più adatto alle proprie esigenze.

Come scegliere il forno a gas per pizza professionale?

Come scegliere il forno a gas per pizza professionale?

Prima di scegliere il miglior forno a gas per pizza professionale, è bene valutare con attenzione quali sono le proprie esigenze specifiche.

Conoscere quali sono le proprie necessità produttive e, dunque, quante pizze cuocere ogni giorno, è indispensabile per individuare la giusta capacità del forno.

Un elevato volume di produzione potrebbe richiedere l’acquisto di un forno per pizzeria a camera multipla o, addirittura, di un forno a tunnel.

La dimensione del forno a gas deve essere adeguata alla produzione, ma anche allo spazio che si ha a disposizione. Sul mercato è possibile trovare soluzione compatte con prestazioni che non hanno nulla da invidiare ai modelli più ingombranti.

Altro fattore da tenere in considerazione riguarda il tipo di prodotto da sfornare. Pizze al piatto, in teglia o prodotti industriali? Per ciascuna pizza esiste la soluzione ideale.

Inoltre, prima dell’acquisto di un forno a gas per pizza professionale andrebbe individuato il budget a propria disposizione. I forni a gas per pizzeria possono variare notevolmente nel prezzo in base alle dimensioni e alle caratteristiche.

Quali caratteristiche deve avere il forno

Quali sono le caratteristiche da cercare in un forno a gas per pizzeria?

Una volta stabiliti budget, volume e tipologia di produzione, ci sono alcune caratteristiche da cercare affinché il forno a gas per pizzeria risponda alle proprie esigenze commerciali.

In primo luogo, un forno a gas per pizzeria deve avere una qualità costruttiva elevata, deve poter raggiungere temperature elevate e mantenerle costanti, contenendo i consumi. Una camera di combustione rivestita in materiale refrattario e un adeguato isolamento termico incidono considerevolmente sia sulla cottura delle pizze, sia sulla bolletta del gas.

La temperatura del forno deve essere facile da gestire, alcuni modelli offrono funzionalità aggiuntive, come pannelli digitali di controllo che semplificano il lavoro. Inoltre, un forno ben progettato deve prevedere elementi in grado di agevolare il lavoro. Maniglie ergonomiche, celle di lievitazione e una visione completa della camera di cottura rappresentano sicuramente un plus.

Nella scelta del forno a gas per pizzeria andrebbe presa in considerazione anche la facilità di pulizia e manutenzione.

Il migliore forno a gas per pizza professionale, infine, non può prescindere dalla conformità alle normative riguardanti la sicurezza e disporre di bruciatori di ultima generazione.

Riassumendo il miglior forno a gas professionale per pizza deve avere:

  • Elevata qualità costruttiva;
  • Ottimo isolamento termico;
  • Facilità di gestione della temperatura;
  • Plus utili ad agevolare il lavoro;
  • Semplicità di pulizia e manutenzione;
  • Rispondere alle normative vigenti in materia di sicurezza.

Per chi ha una cucina a vista c’è un ultimo elemento da tenere in considerazione: il design. Esistono forni a gas per pizza professionali dall’estetica accattivante e personalizzabili nelle finiture per adattarsi a qualsiasi spazio.

Quali tipi di pizze vengono cotte meglio con un forno a gas?

Quali tipi di pizze vengono cotte meglio con un forno a gas?

Un forno a gas per pizza professionale è uno strumento versatile che può cuocere vari tipi di pizza. Tuttavia, alcune tipologie di impasto possono beneficiare particolarmente della cottura in un forno a gas.

Se realizzato con una camera di cottura in pietra refrattaria in grado di raggiungere temperature elevate, un forno a gas può cuocere anche le pizze napoletane.

In questo caso i materiali e la qualità costruttiva fanno la differenza. Entrambi sono fattori indispensabili per cuocere rapidamente questa tipologia di pizza in modo uniforme.

Un forno a gas per pizzeria può cuocere perfettamente anche la pizza alla pala, riuscendo a sfornare più pizze contemporaneamente. Caratteristica fondamentale per le attività ad alto volume produttivo.

I forni a gas per pizza professionali offrono un controllo preciso della temperatura. Questo permette di cuocere anche le pizze gourmet in modo impeccabile, senza bruciare gli ingredienti delicati del topping.

Qual è il miglior forno a gas per pizza professionale in commercio? Il modello Eco-gas

Qual è il miglior forno a gas per pizza professionale in commercio?

Il miglior forno a gas per pizza professionale è quello realizzato con materiali e tecnologie all’avanguardia, in grado di rispondere al meglio alle proprie esigenze.

Italforni, da più di 40 anni, cura i propri forni a gas per pizza professionali in ogni dettaglio costruttivo, utilizzando solo i migliori materiali disponibili sul mercato.

La gamma delle soluzioni proposte è ampia e permette di rispondere alle esigenze di ciascuna pizzeria. Personalizzabili nel numero di camere di cottura (come ad esempio il modello Eco-Gas), le proposte Italforni riescono ad adattarsi ad ogni contesto produttivo.

Ciascun modello offre un isolamento termico garantito in grado di offrire prestazioni elevate e ridotti consumi energetici.

I particolari bruciatori atmosferici con valvole di sicurezza assicurano la massima sicurezza in tutti i forni a gas professionali dell’azienda.

Affidarsi a professionisti del settore come Italforni, con un’esperienza pluriennale alle spalle, rappresenta indubbiamente una garanzia in fatto di affidabilità, qualità e durata nel tempo.

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5 caratteristiche fondamentali da ricercare nei forni industriali per alimenti

Forni industriali per alimenti: caratteristiche da valutare nella scelta

Il modo in cui funzionano i forni industriali per alimenti, dove un prodotto entra ed esce perfettamente cotto grazie a una sola impostazione del programma, sembra quasi una magia.

Chi non ha mai desiderato produrre grandi quantità, ma applicando il minimo sforzo manuale?

Per questo motivo sono state create diverse tipologie di forni industriali per alimenti in modo da poter assecondare le esigenze di ogni tipo di industria: da quella con grandi volumi produttivi a quella con produzione più ridotta.

Di conseguenza, con l’aumento della produzione nell’industria alimentare, si sono formate due principali categorie relative all’ammontare di cibi sfornati:

  • Grandi aziende che producono ingenti quantità di prodotti
  • Piccole e medie imprese che hanno una portata di lavorazione notevole, ma vogliono rimanere legate alla realizzazione di prodotti che siano vicini a quelli della realizzazione artigianale

Nonostante la decisione del tipo di percorso produttivo da intraprendere sia già all’interno dell’impresa, la selezione della tipologia di macchinario da utilizzare per la cottura causa notevole indecisione.

In realtà, non vi sono scelte giuste o sbagliate nel selezionare un forno, piuttosto, vi sono caratteristiche che rendono un forno industriale più adatto alla propria attività.

Come prima cosa, per facilitare questo processo, cercheremo di comprendere dapprima come lavora un forno industriale per alimenti e, in secondo luogo, andremo ad elencare le 5 caratteristiche fondamentali da valutare per compiere un acquisto consapevole.

Vediamo insieme.

Scegliere il forno industriale per alimenti: Industrial stone di Italforni

Forni industriali per alimenti

Questi macchinari possono essere generalmente identificati con i forni a tunnel, i quali sono costituiti da due parti principali: la camera di cottura e il nastro trasportatore. 

Quest’ultimo scorrendo conduce gli impasti attraverso il tunnel, trasportandoli dall’ingresso alla fine del macchinario in un tempo impostato manualmente.

Nella camera avviene la cottura degli alimenti, la quale viene mantenuta a temperatura costante in ogni sua parte, in modo da non creare dislivelli. Ovviamente l’efficacia di questi processi varia rispetto al tipo di macchinario scelto. 

Per andare incontro ad ogni tipo di esigenza, i forni industriali per alimenti sono disponibili in diverse misure. Di fatto, ad esempio, possono essere resi più compatti, modulabili e piccoli per essere inseriti nella produzione artigianale.

Il materiale di cui è composto il nastro varia da prodotto a prodotto, ma solitamente sono realizzati con fogli di acciaio inox o con una rete metallica, la quale gira intorno a grandi cilindri posti all’estremità del macchinario. Il convogliatore permette di lavorare a velocità variabile, in modo da impostare il tempo di cottura desiderato.

Queste tipologie di forni possono essere alimentate con diversi metodi di riscaldamento:

  • Gas
  • Elettricità
  • Legna

Per via della loro poco praticità, i forni a legna a tunnel, sono sconsigliati nel caso di realizzazione di grande quantità dato che risultano difficili da mantenere puliti, rallentando di conseguenza il lavoro. Visti questi motivi, nel caso delle lavorazioni industriali, i prodotti combustibili raramente vengono preferiti.

La scelta del tipo di alimentazione solitamente diventa una diatriba fra quello alimentato a gas oppure in modo elettrico: impossibile selezionare quello universalmente migliore.

Nonostante il funzionamento possa essere considerato simile, poiché il calore viene sprigionato dall’alto verso il basso, il modello industriale elettrico conduce il calore senza differenze interne nella regolazione della temperatura mantenendo i gradi costanti in ogni sua parte. Mentre il modello a gas risulta molto versatile dando la possibilità di sperimentare diverse tipologie di cotture.

Di conseguenza, emerge la necessità di avere consapevolezza della propria attività e di selezionare la tipologia che si adatta in modo perfetto a questa, dato che i settori alimentari nei quali vengono impiegati sono diversi.

Questi solitamente variano dalla produzione della pizza, a qualsiasi tipo di alimento da forno, con particolare attenzione a tutte quelle tipologie di pane schiacciato e fortemente croccante (come ad esempio il pane Carasau).

Scarica la guida alla scelta del giusto forno per la tua attività

Scelta del forno industriale: quali fattori considerare?

Il tipo di alimentazione su cui si basa il macchinario è la caratteristica più facile da individuare, ma ve ne sono altre che possono essere più o meno scontate che necessitano di una maggiore accortezza.

Andiamo quindi, ad individuare 5 caratteristiche fondamentali da tenere in considerazione al momento della scelta di acquisto di un forno per alimenti industriale:

  1. Dimensioni del forno
  2. Funzioni e programmi del macchinario
  3. Capacità produttiva
  4. Tipologia di regolazione della temperatura
  5. Livello di automatizzazione

Analizziamo ciascun fattore.

1. Dimensioni del forno

I forni industriali per alimenti, nonostante permettano di cuocere molti cibi in breve tempo e con un margine di errore notevolmente inferiore rispetto ai macchinari tradizionali, occupano molto spazio.

Per questo motivo sono stati sviluppati forni molto compatti e in grado di adattarsi ad ogni linea produttiva, così se la tua azienda necessita di un prodotto che occupi uno spazio notevolmente ridotto, non dovrà rinunciare alla sua funzionalità.

Di conseguenza, la dimensione dello stesso diviene una caratteristica primaria e per questo motivo è stata inserita al primo posto. Le dimensioni di un forno a tunnel contribuiscono ad aumentare notevolmente la produzione in quanto la produttività dipende dalla dimensione dello stesso.

Per valutarne la compatibilità, è da tener conto della lunghezza poiché la differenza, rispetto ai normali forni si trova proprio in questa mentre, per quanto riguarda la larghezza, non vi sono cambiamenti. Inoltre, è da valutare anche l’altezza della camera di cottura, sempre da definire in base al tipo di prodotto che verrà inserito per essere cotto.

In sintesi, la valutazione della dimensione si basa sullo spazio disponibile nella propria attività, la capacità produttiva necessaria per soddisfare la domanda e l’altezza del prodotto ed è per questo che la scelta diviene molto personale, in quanto varia da attività ad attività.

Scegliere un forno industriale per alimenti che sia programmabile e regolabile: Desert di Italforni

2. Funzioni e programmi del macchinario

I prodotti che richiedono l’utilizzo del forno per poter completare la loro produzione, richiedono l’applicazione del calore in fasi specifiche del processo. Altri prodotti, invece, necessitano che vi sia maggior controllo dell’umidità presente nella camera per poter ottenere il giusto grado di morbidezza.

A determinare l’aspetto del prodotto è il flusso d’aria che lo colpirà nella sua parte superiore, il quale deve essere regolato in modo da rispettare le caratteristiche organolettiche dell’impasto.

Alcuni prodotti, come quelli di pasticceria, ad esempio le brioche, necessitano della possibilità di servirsi di un getto di vapore nella prima parte del forno in modo da donare lucentezza e la giusta composizione della crosta.

Di conseguenza, in base alla peculiarità di cottura è necessario selezionare il forno più adatto oppure considerare una tipologia di macchinario che permetta di spaziare nella tecnica utilizzata.

Se si hanno più tipologie di prodotto, avere un forno che dia la possibilità di impostare diverse funzioni è sicuramente un vantaggio da ricercare al momento della scelta. La regola di base è molto semplice: più sono diversi i prodotti da realizzare più sono necessari macchinari dotati di una quantità maggiore di programmi impostabili.

Non solo bisogna valutare le tipologie di programmi inseribili, ma anche la loro facilità di utilizzo. Infatti sono da prediligere i forni che riescono ad essere un connubio fra una perfetta produzione e la semplicità di utilizzo.

Avere un forno che sia immediatamente comprensibile può essere un notevole vantaggio sia a livello della velocità di produzione, che a livello della rapidità di implementazione.

3. Capacità produttiva

Per poter valutare la capacità produttiva, bisogna per prima cosa comprendere quanti prodotti vogliono essere realizzati all’interno della propria attività.

Inoltre, attraverso le schede tecniche, è necessario valutare quale forno riesca ad essere un perfetto mix fra questa caratteristica e la velocità con cui è possibile modificare il programma di cottura.

Più vengono realizzati cibi diversi, più il macchinario deve essere in grado di variare le proprie caratteristiche di cottura in modo da contenere il margine di errore, nemico di una produttività efficiente.

Mentre, se ad essere cotta è una sola tipologia di prodotto, per produrre in grande quantità è necessario considerare la lunghezza dello stesso, in quanto più si estende in lunghezza più sarà adatto per linee di produzione su larga scala.

I nostri forni a tunnel, possono arrivare fino a 13 metri. Nelle schede tecniche, che accompagnano la descrizione del forno, è sempre indicata la capacità produttiva, così da regolare tutta l’attività per raggiungere l’obiettivo finale.

Caratteristiche da valutare per scegliere il forno industriale per alimenti: Linea automatica di Italforni

4. Tipologia di regolazione della temperatura

Sembra quasi ovvio che queste tipologie di forni industriali per alimenti siano in grado di regolare la temperatura in ogni zona, così da donare una cottura omogenea in ogni sua parte, ma alcuni permettono un maggior controllo rispetto ad altri.

Alcuni macchinari riescono solo a controllare la temperatura nelle diverse zone, altri invece regolano anche il livello di umidità presente nella camera. La possibilità, inoltre, di governare il calore sprigionato dal macchinario e differenziare la temperatura fra il cielo e la platea, sono sicuramente caratteristiche da non sottovalutare.

Il sistema di doppio controllo all’interno della camera di cottura permette di rendere il processo ancora più veloce e automatico. Le piccole differenze di temperatura regalano una cottura perfetta ad ogni parte del prodotto, ma non basta solo un buon programma di controllo, è necessario anche il materiale adatto.

Un forno realizzato in acciaio inox, proprio per le caratteristiche stesse del materiale in questione che lo rendono un ottimo conduttore, riuscirà sicuramente a seguire meglio i comandi della temperatura.

5. Livello di automatizzazione

L’automatizzazione e la sua applicazione consapevole per affacciarsi a una produzione industrializzata sono la base da cui partire, in quanto è inutile avere un macchinario super potente e non poterlo sfruttare al meglio.

Come è stato detto inizialmente, adottare i forni industriali per alimenti deriva dalla consapevolezza di voler aumentare le quantità prodotte, perciò bisogna valutare il grado di indipendenza che questo macchinario può offrire.

Da considerare sono, quindi, la possibilità di regolare la velocità del nastro e se sono necessari altri strumenti per la lavorazione.

L’addetto a sorvegliare la cottura riuscirà sicuramente a essere agevolato nel suo lavoro, se affiancato da un macchinario che gli permetta di:

  • Regolare la velocità di lavorazione, in modo che sia compatibile con le altre attività che sta svolgendo
  • Controllare perfettamente la temperatura grazie a programmi precedentemente impostati

Non solo chi sorveglia il processo di cottura verrà aiutato, ma anche l’intera linea di produzione verrà resa più efficiente.

Ultimo fattore bonus nella scelta giusta del forno industriale

Ciò che emerge da tutte le caratteristiche precedentemente elencate è che non basta solo acquistare il forno migliore in commercio, è necessario che questo si adatti perfettamente alle caratteristiche della tua impresa.

Proprio per questo motivo scegliere un macchinario che sia il più versatile possibile può essere considerata una carta vincente. 

Inoltre, non dimenticare che più un forno lavora in modo semplice e comprensibile più, oltre che adattarsi ai fattori tecnici produttivi, risulterà perfettamente compatibile anche con il fattore umano.

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Forni per pizza, come scegliere quelli giusti?

Forni per pizza, come scegliere quelli giusti?

I forni per pizza professionali differiscono per tipologia di alimentazione, tecnologia e consumi. Scopri quali sono quelli più adatti alla tua attività.

I forni per pizza più moderni sono evoluti, dotati di tecnologia avanzata e pensati per ridurre al massimo i consumi.

Oltre ad essere in grado di offrire prestazioni di cottura eccezionali, sono progettati per essere facili da pulire e programmare, così da poter agevolare al massimo il lavoro dei pizzaioli (anche dei meno esperti).

E se la qualità dei materiali e la cura nella progettazione sono elementi da non sottovalutare in fase di acquisto, da non trascurare è anche il design del forno, soprattutto se la cucina è a vista.

Tra le numerose proposte presenti sul mercato, con differenti tipologie di alimentazione e caratteristiche tecniche, scegliere il forno per pizza professionale più adatto alla propria attività non è sempre semplice.

Scopriamo allora le caratteristiche dei diversi modelli in commercio, il loro rendimento e quali sono le novità di settore, così da sfornare pizze cotte alla perfezione ottimizzando i consumi quanto il lavoro.

I segreti per trovare il forno per pizza ideale. Diamond di Italforni

I segreti per trovare il forno per pizza ideale

Per poter scegliere il forno per pizza professionale migliore per la propria attività è indispensabile prendere in considerazione la tipologia e il numero di pizze che si devono sfornare ogni ora.

In commercio è possibile trovare forni che dispongono di una o più camere di cottura che riescono a sfornare 60 pizze all’ora, così come 150 nei modelli più grandi. Scegliere la giusta dimensione è importante perché permette di servire con rapidità i clienti, ottimizzando al massimo i consumi.

In base al tipo di pizza che si vuole realizzare, per ottenere risultati di cottura impeccabili è necessario che il forno sia in grado di gestire al meglio il calore. Ecco perché investire in modelli realizzati con materiali di qualità e tecnologia avanzata può fare un’enorme differenza tra uno strumento di cottura e l’altro.

Una volta individuata la giusta dimensione e un’ottima qualità costruttiva non resta che valutare: di quali programmi si ha bisogno per facilitare il lavoro giornaliero; il grado di manutenzione richiesta; il design più adatto al proprio locale (soprattutto se la cucina è a vista).

Scarica la guida alla scelta del giusto forno per la tua attività

Confronto tra forni elettrici e a gas per pizzeria

I forni per pizza elettrici di nuova generazione sono oggi tra i modelli più richiesti dai professionisti del settore grazie alle automazioni di cui dispongono, alla facilità di utilizzo e alle elevate prestazioni di cottura offerte.

Infatti, le recenti innovazioni tecnologiche hanno permesso il raggiungimento di temperature molto elevate che possono raggiungere i 530 °C, a fronte di un consumo di energia sempre più ridotto. Ne è un esempio il forno per pizza elettrico Caruso® di Italforni.

Il grande vantaggio dei forni elettrici è quello di permettere una gestione precisa della temperatura (che in alcuni modelli può essere differenziata tra cielo e platea) e di poterla modulare a proprio piacimento in base al tipo di impasto. Le soluzioni più moderne dispongono, inoltre, di programmi di cottura preimpostata, di accensione automatica e di pulizia pirolitica.

Hanno in comune con i forni alimentati a gas l’estrema praticità, dal momento che richiedono una bassa manutenzione e sono facili da pulire.

La caratteristica principale dei forni a gas è la cottura statica che, grazie alla sua delicatezza, consente ai prodotti di lievitare nei tempi e nei modi corretti. Alimentati a GPL o metano, i forni per pizza a gas hanno una gestione intuitiva e immediata e hanno il pregio di essere particolarmente veloci nel raggiungere la temperatura di esercizio.

Confronto tra forni elettrici e a gas per pizzeria

Rendimento termico e prestazioni di cottura dei forni per pizza

Per arrivare alla giusta temperatura, alcuni forni per pizza devono essere accesi un’ora o due prima del servizio, per poi restare in funzione diverse ore.

Considerando l’aumento dei costi legati a elettricità e gas degli ultimi tempi, diventa fondamentale scegliere modelli di ultima generazione in grado di contenere i consumi.

I migliori forni per pizzeria professionali dispongono di un’elevata efficienza termica, grazie a materiali di qualità e a componenti innovative in grado di garantire solidità e resistenza anche alle temperature più alte, massime prestazioni e consumi contenuti.

Nei forni per pizza Italforni particolari accorgimenti strutturali garantiscono il giusto rendimento termico, coadiuvati da apposite funzioni pensate per offrire il massimo risparmio energetico come:

  • Modalità stand-by, utile a risparmiare energia durante i momenti di inutilizzo del forno;
  • Funzione di gestione del calore accumulato che permette di ottimizzare l’energia sul finire del servizio;
  • Tecnologia “Heating Speed” che, velocizzando la velocità di riscaldamento del forno, riesce a contenere i consumi;
  • Thermal Insulation e Strong Isolation che aumentano l’isolamento termico del forno e riducono al minimo le dispersioni di calore.

Ma quanto consuma un forno elettrico per pizzeria? Solitamente il consumo medio per un forno elettrico dalla capacità di 4 pizze varia dai 4,6 kW ai 6 kW.

Rendimento termico e prestazioni di cottura dei forni per pizza. Bull di Italforni

Manutenzione e durata dei forni per pizza

Rispetto ai tradizionali forni a legna, i moderni forni per pizza elettrici e a gas non richiedono un grande dispendio di energie per la manutenzione.

Per quanto riguarda la pulizia è sufficiente rimuovere eventuali residui di farina o detriti dalla platea, e sotto la porta del forno, con una piccola spazzola a fine serata. Alcuni forni elettrici, inoltre, dispongono di un pratico programma di pulizia automatico con funzione pirolitica.

Oltre a offrire ottime prestazioni e funzionalità, i migliori forni per pizza sono realizzati con materiali e componenti di qualità in grado di garantire solidità e resistenza non solo alle alte temperature, ma anche all’usura e al passare del tempo.

Scarica i cataloghi dei forni Visor, Diamond e Bull

Quali sono le migliori marche di forni per pizza sul mercato?

Da oltre quarant’anni, Italforni realizza forni per pizza in modo artigianale, ponendo la massima cura in ogni dettaglio costruttivo. Per farlo utilizza solo i migliori materiali e le più recenti tecnologie disponibili sul mercato così da garantire i migliori risultati possibili.

I forni per pizza elettrici come Caruso, Visor, Diamond e Bull coniugano innovazione, tecnologia ed estetica con il massimo dell’efficienza energetica. Ma riescono comunque a raggiungere le elevate temperature necessarie per cuocere qualsiasi tipo di pizza, compresa quella napoletana.

Nell’ampia gamma di proposte Italforni è possibile trovare anche forni a gas modulari per pizzerie, come ad esempio il modello Eco-Gas. Pratico da usare e veloce nel raggiungere la temperatura di esercizio, questo forno riesce a offrire risultati di cottura eccellenti con consumi ridotti.

I forni per pizza Italforni, frutto del miglior Made in Italy, sono dunque sinonimo di qualità, versatilità, efficienza, design ed eccellenti prestazioni di cottura che durano nel tempo.

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Forni per pizzeria: 10 requisiti per ottimizzare il tuo lavoro

10 requisiti per ottimizzare il lavoro con il forno per pizzeria

Qual è la cosa capace di rendere tutti più felici? La pizza!

Non dipende dalla tipologia di impasto che scegli di utilizzare, né tanto meno da come decidi di condirlo, questo cibo fa impazzire tutti, prima fra tutte la regina Margherita, colei a cui è stato dedicato il famoso mix di ingredienti. Viene spontaneo chiedersi quindi come un cibo così semplice sia riuscito a resistere nel tempo e ad essere ancora così apprezzato, come la prima volta che qualcuno ha addentato il suo impasto.

La qualità di questo prodotto sicuramente viene sia misurata dagli ingredienti del suo impasto, ma anche dal modo in cui viene cotto. Ogni pizzeria si affida a macchinari differenti per completare il suo operato. I forni per pizzeria, ad esempio, devono essere scelti con cura per poter valorizzare al meglio l’impasto, renderlo soffice e fragrante, oltre che far diffondere quel profumo inconfondibile di pizza appena sfornata.

Il sogno di ogni pizzaiolo è quello di rendere i propri clienti felici e vederli estasiati mentre assaggiano la propria pizza. Proprio per questo, i forni per pizzeria devono rispecchiare alcune caratteristiche fondamentali in modo da poter esaltare il tuo impasto e rendere più competitiva la tua attività.

Iniziamo.

Scarica i cataloghi Bull, Visor e Diamond

Gli ingredienti per realizzare una buona pizza

Il primo concetto da considerare è che non basta un ottimo forno per fare una buona pizza, ma è necessario anche un impasto soffice e gradevole: a quel punto il macchinario può solo ottimizzare la composizione attraverso la magia del calore. Nonostante questo alimento sembri di facile creazione, fare una pizza che faccia ballare le papille gustative è più complicato di quello che sembra. Gli ingredienti che vengono utilizzati devono essere all’altezza, in modo da accompagnare una corretta cottura.

Per prima cosa, andiamo a vedere quali ingredienti possono essere utilizzati, come dosarli e quali accortezze renderanno migliore l’impasto per una pizza classica. I principali ingredienti, elencati in rispetto della loro importanza per quantità e funzionalità, sono:

  • Farina
  • Acqua
  • Lievito
  • Sale
  • Olio

Andiamo ora a vedere come scegliere le materie prime idonee e calcolarne le giuste quantità così da evitare un’eccessiva lievitazione dell’impasto, che ci creerebbe una serie di problematiche, in primis nel contesto della manipolazione e, di conseguenza, con variazioni sgradevoli nella cottura.

La farina

Per un impasto professionale per pizza, la farina da utilizzare è sicuramente quella a lunga lievitazione.

Per motivare la scelta, sono necessarie determinate accortezze anche sulle caratteristiche tecniche ossia: le farine a nostra disposizione, ovvero permesse e riconosciute dalla legislazione italiana per il commercio al consumo umano, sono di tipo: “00 – 0 – 1 – 2 – integrale”. La differenza tra queste 5 tipologie risiede nelle caratteristiche organiche denominate “ceneri”, che vengono trattenute o escluse nel processo di raffinazione in molino. Quella più utilizzata per confezionare l’impasto della pizza è ancora la farina di tipo “00”.

Le figure professionali, come quelle di: pasticcere, panettiere e pizzaiolo ad oggi trovano farine calibrate per ogni tipologia di impasti che si desidera effettuare. Possiamo tranquillamente fare il nostro lavoro senza addentrarci nel contesto delle miscele di farine, argomento molte volte empirico anche per gli stessi mugnai.

Focalizziamoci ora sul prodotto pizza. Quando parliamo di impasti a lunga lievitazione, intendiamo un impasto che abbia, (dal momento in cui l’acqua entra in contatto con la farina nell’impastatrice fino al momento in cui inseriamo la pizza in forno) almeno 36 ore di lievitazione/maturazione.

Forni per pizzeria: scegliere i giusti ingredienti per creare una buona pizza

L’acqua

Per prima cosa, l’acqua da utilizzare in un impasto professionale per pizza deve essere: limpida, incolore, inodore, in assenza di cloro, moderatamente dura da 10° a 20° francesi e con un ph a 6/7.

Soffermiamoci sul cloro. Come risaputo, esso viene inserito periodicamente nelle tubature dell’acquedotto. L’utilizzo del cloro garantisce un’azione di depurazione dell’acqua, annientando sistematicamente tutti i batteri presenti.

L’utilizzo di un’acqua presa direttamente dal rubinetto per confezionare l’impasto, può quindi trasformarsi in un guaio serio: il lievito utilizzato per la panificazione è il saccharomyces cerevisiae, comunemente chiamato lievito di birra. Il lievito è un microrganismo che possiamo definire “buono”. Purtroppo, il cloro non fa distinzioni e quindi, già nel momento in cui entra in contatto nella vasca dell’impastatrice, una buona parte di microrganismi viene annientata.

Il miglior modo per ottemperare a questo problema è riempire una tanica di acqua e metterla in frigo a +2/4° senza tappo. Il cloro evaporerà naturalmente. Con questa azione, avremo anche un altro beneficio: la temperatura dell’acqua sarà idonea per il confezionamento dell’impasto a lunga lievitazione, ovvero ci permetterà di controllare la rapida riproduzione dei lieviti. Questa rapida riproduzione deve essere obbligatoriamente rallentata per permettere alla maturazione di svolgersi regolarmente.

Il lievito

Come abbiamo detto sopra, il lievito che riguarda la panificazione in genere è il saccharomyces cerevisiae, comunemente riconosciuto come il lievito di birra. Abbiamo citato il lievito in diversi contesti nell’argomentare l’acqua e possiamo ribadire che il lievito, essendo un microrganismo, ha diverse esigenze che vanno rispettate per mantenerlo in vita.

Prima di tutto, sottolineiamo il fatto che esistono 2 tipi di lieviti di birra in commercio, pur trattandosi sempre dello stesso ceppo, ovvero:

  • Il lievito di birra fresco (contenente circa il 76% di umidità) e riconoscibile come fresco dal colore avorio, contrariamente al colore grigio che sarà un indice di deterioramento
  • Il lievito di birra secco (contenente il 6/7% di umidità)

Di conseguenza, la conservazione e la durata saranno differenti: il fresco “panetto da 500 gr” se mantenuto a 0° centigradi avrà una durata, a cuore del panetto, di circa 9 settimane. Il lievito secco ha una durata di circa 1 anno mantenuto in un contenitore ermetico, protetto dalla luce e da fonti di calore (conservabile a temperatura ambiente).

Un’altra differenza risiede nella quantità di utilizzo, ovvero: 5 grammi di lievito fresco in rapporto equivalgono a circa 2,2 grammi di lievito secco. La quantità di lievito da aggiungere va calcolata sempre in base alla programmazione dell’impasto, di conseguenza, al tipo di farina e, non ultimo, alle condizioni climatiche generali.

Assolutamente da sapere: una volta che abbiamo terminato l’impasto, dobbiamo controllarne la temperatura. È fondamentale che non superi i 24°. Questo ci permetterà di salvaguardarne la corretta (e lenta) lievitazione programmata.

Sul lievito però, se ne sentono veramente di tutti colori! La più eclatante leggenda metropolitana è sicuramente: “Ho mangiato una pizza che mi lievita in pancia!” Non c’è nulla di più assurdo. La pizza cuoce per esclusione di umidità, la temperatura attraversa la massa che abbiamo infornato fino ad arrivare al cuore. Possiamo dichiarare che la pizza è cotta nel momento in cui la temperatura a cuore ha raggiunto i 100°.

Il lievito, essendo un microrganismo, quindi un essere vivente, entra nella fase irreversibile di morte a 45°. Possiamo tranquillamente dichiarare che i lieviti, una volta terminata la cottura, sono inesorabilmente morti.

Scarica la guida sulla scelta del giusto forno per la tua attività

Il sale

Esistono varie tipologie di sale per l’alimentazione umana. Sicuramente, il più idoneo per il confezionamento dell’impasto pizza è il sale fino marino iodato. La quantità consigliata varia tra 1,8% al 2,2% da regolare in base al potere idratante della farina, ovvero, maggiore è il potere idratante più sarà alta la percentuale di sale.

L’olio

I lipidi sono fondamentali per l’impasto della pizza. Il motivo principale è dettato dal fatto che nel processo di macinazione-raffinazione del grano, l’unica parte contenente grassi è il germe. Questa parte all’origine (quando ancora è un chicco), ha una valenza dell’ 1%, quindi a trasformazione in farina, non rimangono che alcune tracce. L’olio per l’impasto ha un effetto lubrificante ed emulsionante e, non ultimo, impermeabilizzante. Queste caratteristiche ne determinano un’ottima garanzia alla salvaguardia dell’evaporazione naturale in fase di lievitazione-maturazione, quindi di stabilità del prodotto. Il suo potere impermeabilizzante entra in atto nel processo di cottura, creando una sorta di mantenimento dell’umidità in omogeneità.

Requisiti che deve avere un forno per pizzeria per ottimizzare il lavoro al pizzaiolo

I principali condimenti per la pizza

Se dovessimo spiegare, a chi ancora non conosce la pizza, in parole povere di cosa si tratti, non ci sarebbe migliore descrizione se non: “disco di pasta utile alla cottura di altri ingredienti”.

Usando questa definizione, si apre un mondo gastronomico, comunque regolato da alcuni principi:

  • Il rispetto dell’identità di ogni ingrediente
  • La corretta trasformazione in forma o precottura
  • Il rispetto del corretto abbinamento
  • L’adeguata quantità e distribuzione sul disco
  • L’adeguamento stagionale e di colore

I due ingredienti presenti in quasi la totalità delle pizze sono il pomodoro e la mozzarella, composizione di base famosa in tutto il mondo con il nome di Pizza Margherita.

Il pomodoro

In commercio, abbiamo la possibilità di poter scegliere tra ben 4 tipologie di pomodoro differenti:

  • Pomodoro fresco
  • Pomodoro pelato
  • Polpa di pomodoro
  • Passata di pomodoro

Tra le 4 tipologie, la polpa di pomodoro, nello specifico “fine”, è quella assolutamente più indicata. La sua struttura ci permette infatti di avere un ottimo risultato in fase di masticazione e il cliente percepirà perfettamente la presenza del pomodoro. Inoltre, permetterà alla mozzarella di legare in alcuni punti con il disco di pasta.

La preparazione della polpa di pomodoro richiede solo ed esclusivamente il condimento del sale: la quantità consigliata è di 9-10 grammi per kg. Nel caso la densità della polpa fosse troppo rigida, si diluisce con acqua annotandone la quantità inserita: questo ci permetterà di fare la giusta considerazione della quantità di sale necessaria. Nel condimento del pomodoro, è meglio evitare zucchero e spezie; i motivi sono i seguenti: se dovete aggiungere lo zucchero per coprire una punta acidità è meglio cambiare pomodoro, un pomodoro acido non è un prodotto di qualità. Per quanto riguarda le spezie, è risaputo che le spezie durante la cottura diventano amare, oltre al fatto che alcuni clienti potrebbero non gradire o essere addirittura intolleranti.

La quantità corretta di pomodoro utile per la farcitura di una pizza classica, del diametro di circa 33 centimetri è pari a 100 grammi circa.

La mozzarella

Senza dubbio alcuno, la mozzarella più idonea per la pizza classica è la fior di latte. I caseifici produttori hanno, negli ultimi decenni, messo a punto degli ottimi prodotti già lavorati a cubetti o julienne, molto efficaci per un immediato utilizzo. La forma, già sminuzzata, permette di coprire in modo uniforme il disco di pasta. La corretta quantità di mozzarella necessaria per la farcitura di una pizza classica è di 100 gr. Questa grammatura può essere l’ideale per la copertura omogenea di una pizza margherita, ma può scendere anche a 80 gr per pizze con altre farciture, tipo la capricciosa, prosciutto e funghi, ecc.

La mozzarella è sicuramente il prodotto che riveste maggior peso nel conto economico di una pizzeria. Colgo l’occasione per sottolineare quanto sia importante la scelta di un prodotto di qualità: ogni prodotto può essere infatti catalogato per qualità in base a valori e riconoscimenti organici ben definiti. Diffidiamo della mozzarella che nell’elenco degli ingredienti riporta queste diciture:

  • Correttore di acidità
  • Cagliata
  • Acqua
  • Acido Citrico o Sorbato di Potassio

Una mozzarella di qualità è identificata come:

  • Formaggio fresco
  • Creata con il Latte
  • Caglio & Sale
  • Fermenti Lattici 

L’analisi che andremo a svolgere, dovrebbe essere l’abc del ristoratore. In questo caso, la svolgeremo con la mozzarella, ma ci può tornare molto utile per adottarla per verificare altri prodotti. La mozzarella di qualità ha una caratteristica che non ha un prodotto di bassa qualità. La mozzarella di qualità è emolliente. La sua struttura, nel momento in cui riceve calore, si riparte con omogeneità sul disco di pasta: questo processo avviene con molta moderazione utilizzando una mozzarella di scarsa qualità.

Facciamo un esempio pratico: abbiamo riconosciuto che occorrono 80 gr di mozzarella di qualità per la farcitura di una pizza. Mediamente ne servono 120 gr con una mozzarella non di qualità. Ipotizziamo che l’acquisto della mozzarella di qualità è di € 5,80 e quello del prodotto non di qualità sia di € 4,50. Considerando che la produzione media mensile di una pizzeria è di circa 4.000 pizze, possiamo rilevare che: alla pizzeria che utilizzerà una mozzarella di qualità, occorreranno kg 3.200 acquistati a € 18.560,00 (€ 5,80 x kg 3.200), a differenza della pizzeria che utilizza un prodotto di minore qualità ad un costo inferiore, ma con l’esigenza di gr 120 di prodotto ad ogni pizza al fine di garantirne l’adeguata farcitura, che viene quindi a costare € 21.600,00 (€ 4,50 x kg 4.800).

Quindi possiamo dichiarare che: un prodotto acquistato “apparentemente” ad un prezzo conveniente, non solo non ha i livelli qualitativi necessari a garantirci una salvaguardia del nostro lavoro, ma ci fa spendere oltre € 3.000,00 in più.

Forni per pizzeria: i condimenti per la pizza, la mozzarella fior di latte

Ultimo passaggio prima di infornare la pizza: la stesura

Per fare in modo che la pizza abbia un’ottima cottura, bisogna anche valutare la stesura dell’impasto prima che questo venga infornato. Una grammatura standard, rapportata ad un diametro unico, ci garantirà una cottura omogenea e simultanea delle pizze infornate. Il disco ha necessità di essere “rispettato” il più possibile, perché la struttura che si è composta nel periodo di lievitazione-maturazione è già di per sé perfetta.

Proviamo per un attimo ad analizzare i vari metodi di stesura, partendo da quelli meccanici.

Il peggior risultato di stesura lo abbiamo utilizzando le macchine a caldo denominate pressa pizza; possiamo definirlo il peggiore in quanto la struttura della pasta viene violentemente denaturata, creando anche una sorta di scottatura nelle due facce, (ostacolo per la legatura del pomodoro e la mozzarella) e naturale evaporazione attraverso i pori, inoltre non bisognerà pretendere la creazione del bordo in cottura.

A seguire, abbiamo la laminatrice verticale. Questa macchina è composta da dei rulli di teflon o acciaio che girano contemporaneamente uno al contrario dell’altro. Facendo passare il panetto tra di loro, possiamo gradualmente raggiungere il diametro desiderato. Essendo una macchina che lavora a temperatura ambiente, possiamo riconoscerla migliore della precedente.

Il mattarello, oggetto presente, purtroppo, ancora in troppe pizzerie. La pressione distribuita nel mattarello trasforma la struttura della pasta distribuendola a secondo della direzione e della pressione che gli dà l’operatore.

Stesura a mano, effettuata con le mani facendo pressione verticale (qualcuno, non contento, usa pure gli schiaffi). Il miglior risultato lo otteniamo effettuando una stesura a mano totalmente in orizzontale, ovvero allargando il disco interagendo esclusivamente sulla distribuzione omogenea.

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Scelta della tipologia di forni per pizzeria

Abbiamo elencato prima le caratteristiche dell’impasto e ora andiamo a specificare come selezionare la tipologia di forni da pizzeria da utilizzare.

Quest’ordine non è casuale, in quanto in base alla tipologia di prodotto che si deve cuocere, può essere scelto il forno più performante, così da esaltarne le migliori caratteristiche. Ogni forno presenta i suoi punti di forza e di debolezza e per questo regalerà un tipo di cottura più specifica.

Le tipologie di forno utilizzate per la cottura della pizza sono:

  • Elettrico
  • A gas
  • A legna

Il processo fisico che avviene all’interno di ogni specifico forno, ha caratteristiche diverse, ma con un unico comune denominatore: il calore. Andiamo ad analizzare nei dettagli quali sono queste differenze.

Forno elettrico per pizzeria

Il forno elettrico per pizzeria è conosciuto per essere il più semplice nell’utilizzo, ma soprattutto il più versatile. La propagazione del calore avviene per effetto produttivo di resistenze presenti sotto il piano di cottura refrattario, questo evento è denominato “conduzione”, e di resistenze presenti nella parte superiore, effetto che viene identificato come “irraggiamento”. Nel forno elettrico la camera è mediamente alta 17/19 cm, questa limitata altezza crea il terzo evento, la “convenzione”. L’irraggiamento, per circa 85%, e la conduzione, per il 15% circa, producono insieme la convenzione.

I forni per pizzeria di alta gamma Italforni hanno una marcia in più.

I piani refrattari, di importante spessore, hanno delle fessure all’interno dove vengono alloggiate le resistenze corazzate “hi-pe”. Le resistenze a spirale sono ormai acqua passata. Per una questione di capillarità del calore, risparmio energetico e facile manutenzione, le nuove resistenze “a spillo” fanno realmente la differenza.

Questa tipologia di forni è stata progettata in particolar modo per la cottura di svariati tipi di pizze. I vantaggi riguardano:

  1. L’igiene garantita: in quanto è facile da mantenere pulito, non essendo presenti i residui di combustibile
  2. L’esigenza di canne fumarie particolari: per questa tipologia di forni non è necessario installare canne fumarie particolari, in quanto l’impianto di estrazione avrà la funzione esclusiva di portare all’esterno gli odori di cottura. Resta comunque indiscusso che la regola dettata dalla funzione fisica della canna fumaria va assolutamente garantita
  3. Temperatura omogenea: grazie a programmi di cottura impostati e automatizzati, è possibile controllare la diffusione del calore e renderla omogenea.

Grazie a pannelli digitali con programmi regolabili, si possono memorizzare diversi programmi di cottura, oltre a controllare le temperature della camera in modo costante.

La cottura viene regolata e resa uniforme dalle lastre refrattarie che sono presenti all’interno. In questo caso, il personale che deve gestire la cottura della pizza non deve essere necessariamente specializzato, per via della facilità di utilizzo nell’impostare la temperatura desiderata.

Anche questa tipologia di forni presenta ovviamente degli svantaggi nel caso in cui vengano scelti macchinari che siano stati realizzati in modo non professionale o a cui è stata dedicata poca cura nella progettazione.

Fra i forni elettrici rientrano anche i forni professionali a tunnel, indicati per le pizzerie che hanno più un format imprenditoriale piuttosto che artigianale, ovvero: il forno a tunnel Industrial Stone, brevetto Italforni, trova la sua migliore collocazione nei contesti produttivi dove non si vuole lasciare nulla al caso.

Con il forno a tunnel Industrial Stone si è annullato l’errore umano, inoltre, è una macchina assolutamente affidabile nel caso si abbia la necessità di soddisfare particolari esigenze produttive.

10 requisiti dei forni per pizzeria: Industrial Stone di Italforni

Forno a gas per pizzeria

Il forno a gas per pizzeria è apparentemente simile esternamente a quello elettrico, ma ovviamente entriamo nel mondo della produzione di calore per combustione. I forni a gas hanno un bruciatore alloggiato sotto il piano di cottura che crea la conduzione.

Attraverso dei convogliatori di calore posizionati nelle parti laterali del forno, il calore viene trasmesso verso l’alto; questo, di conseguenza, crea l’irraggiamento. Per la stessa natura dell’altezza limitata della camera, abbiamo in modo consequenziale la convenzione.

A differenza del forno elettrico, il forno a gas tende, anche se in minima parte, ad asciugare il prodotto e comunque non ha la versatilità dell’elettrico.

Nonostante le differenze che si manifestano in cottura, al momento dell’accensione del forno, il calore viene pompato alla massima potenza, mentre una volta raggiunti i gradi desiderati, la diffusione diviene il minimo essenziale, mantenendo il calore costante all’interno.

Come anche per il forno elettrico, il forno a gas ha uno sportello che deve essere utilizzato in modo rapido per infornare e sfornare e subito richiuderlo.

Forni per pizzeria requisiti: Tunnel Stone gas di Italforni

Forno a legna per pizzeria

Il forno a legna è il più anziano tra tutti, viene da sempre utilizzato nelle pizzerie, il materiale di cui è composto è la pietra refrattaria con l’aggiunta di una percentuale di silicio che varia tra il 55 e il 58%, a seconda delle tecniche di costruzione. L’altro aspetto molto importante è l’altezza della cupola interna, che varia in base al diametro del piano di cottura.

Come emerge dal nome, il combustibile che viene impiegato è la legna. Questo, pur facendo parte dei forni a combustione, ha una grande differenza rispetto al forno a gas. Nel forno a gas l’alimentazione viene gestita dalla macchina, a differenza del forno a legna che è soggetto all’esperienza del pizzaiolo, alla tipologia della legna utilizzata, alle condizioni climatiche, ecc.

Come si evince, la gestione della cottura nel forno a legna ha le sue difficoltà, ma ha un grande vantaggio rispetto a tutti gli altri forni: il valore emotivo. L’essere umano è attratto dal fuoco, da quella luce instabile, quasi intermittente. Anche senza vedere la fiamma, colleghiamo ad essa una sensazione di calore e, se questa luce la vediamo sbirciando all’interno del forno del pizzaiolo, in automatico gli accreditiamo innumerevoli punti di qualità. Questo ancor prima di assaggiare il prodotto, quindi senza sapere se sarà di qualità o meno.

Vediamo però quali criticità abbiamo riscontrato nell’utilizzo di un forno a legna.

Problemi di igiene

Sappiamo quanto è gradita la legna da scarafaggi, animaletti di ogni sorta e anche i ratti la ritengono un geniale habitat. Gli addetti al settore conoscono molto bene questa problematica e sanno anche che poco si può fare a riguardo.

L’altro grave problema di igiene avviene all’interno del forno. È risaputo che non tutta la legna è idonea all’utilizzo nel forno per cuocere alimenti. L’utilizzo di legna resinosa, per esempio, ha delle conseguenze molto pericolose per la salute del consumatore. La resina è ciò che la pianta espelle perché non gradito, quindi impurità. Queste impurità, subendo un processo di combustione, si trasformano in micro polveri che si depositano sulla pizza in cottura o sul piano di cottura momentaneamente libero.

Per quanto possa essere bravo ed attento il pizzaiolo, purtroppo questo è inevitabile. Vediamo quindi quale tipo di legna non deve essere assolutamente utilizzata:

  • Ritagli di legname precedentemente utilizzato. Questo potrebbe essere stato a contatto con sostanze nocive che l’hanno impregnato. Nel processo di combustione, si dissolvono nel forno e di conseguenza sugli alimenti in cottura.
  • Legno intaccato da muffe. Assolutamente sconsigliato per conseguenze legate alla nocività dello stesso, ma anche per odori poco gradevoli.
  • Legno verniciato. È di facile intuizione quali possano essere le conseguenze di combustione di legna che è stata oggetto di verniciatura o addirittura plastificata. Il risultato sarà inesorabilmente il rilascio di tossine cancerogene e fumi tossici.

Ulteriori criticità della cottura con forno a legna

  • Fumi nocivi. Per essere a norma, è necessario montare un impianto che riduca l’emissione di fumi, comportando costi ulteriori.
  • Canne fumarie. Per il suo funzionamento, vengono installate canne fumarie coibentate, le quali sono particolarmente costose.
  • Necessità di personale qualificato. Per comprendere bene come cuocere la pizza in questi forni, è necessario l’impiego di pizzaioli con grande esperienza, poiché la temperatura all’interno, a differenza delle altre tipologie, non è costante, poiché non è regolabile manualmente.

Cuocere la pizza nel giusto forno per pizzeria

Non basta conoscere tutte le caratteristiche dei forni elettrici o a gas, ma bisogna anche conoscere l’identità dei prodotti che andremo a cuocere per la scelta della modalità di cottura. I forni per pizzeria sono una variabile critica che va gestita con cura per poter ottenere il miglior risultato, così da valorizzare il composto e renderlo una pizza da sogno. Ad esempio, il forno statico, con le sue temperature costanti e regolari, è l’ideale per tutte le cotture, essendo il calore capillare e costante all’interno della camera, è possibile gestirne il processo con impostazioni predefinite.

Se inizialmente a far da padrone nella cottura della pizza vi era il forno a legna, ora è stato superato dai più comodi ed efficienti modelli di forni a gas o elettrici. Per questo motivo, è necessario comprendere quali caratteristiche possedute da un forno possano agevolare il lavoro del pizzaiolo, dal più esperto al principiante.

Scarica la guida sulla scelta del giusto forno per la tua attività

Come ottimizzare il tuo lavoro: 10 requisiti dei forni per pizzeria

Dopo aver analizzato come gli ingredienti vanno ad incidere sulla cottura e come dosarli in modo da evitare errori, dopo aver studiato i vari modelli di alimentazione, compresi di punti di forza e debolezza, è ora arrivato il momento di comprendere quali sono le carte vincenti che un forno deve possedere. Eccole elencate qui di seguito:

  1. Regolazione temperatura
  2. Elevate temperature
  3. Umidità
  4. Pietra refrattaria
  5. Risparmio di costi e tempi
  6. Pulizia
  7. Programmabilità
  8. Dimensioni
  9. Isolamento termico
  10. Capacità produttiva

Andiamo ora ad analizzare uno per uno i fattori integrati in un forno per pizzeria che renderanno il tuo lavoro più veloce e snello.

1. Regolazione temperatura del forno per pizzeria

Ognuna delle tipologie di forno precedentemente elencate ha un influsso differente sul getto di calore.

Abbiamo detto precedentemente che i forni a gas, a causa della modalità di propagazione del calore, influiscono in modo differente sul prodotto in cottura, ma comunque uniforme, regalando temperature costanti. È sicuramente un vantaggio per pizzaioli poco esperti avere una classe di forni per pizzeria che possa essere alimentata facilmente e senza perdite di tempo.

Questi macchinari possono essere regolati in modo da gestire al meglio la temperatura ed evitare sbalzi termici che rischierebbero di annullare l’adeguato processo di cottura, che per alcuni prodotti (non solo la pizza) devono essere più dolci. I forni elettrici hanno il vantaggio di poter controllare perfettamente i gradi all’interno del macchinario in ogni momento, per questo motivo regalano una cottura perfettamente omogenea.

Nell’eterna disparità tra forno elettrico e forno a gas, nel caso della regolazione della temperatura, scegliere uno piuttosto che l’altro non comporta grandi variazioni nella tecnica, purché sia possibile regolarla perfettamente.

2. Elevate temperature

La pizza è il classico alimento che, per poter essere cotta nel modo giusto, necessita di elevate temperature e, proprio per questa ragione, solo i forni professionali progettati per questo riescono a regalare la cottura perfetta. Solitamente, la temperatura di un forno, per essere adeguata alla cottura della pizza classica, deve aggirarsi tra i 350 e i 370°C: questo permetterà all’umidità di fuoriuscire in modo omogeneo e capillare.

Non basta solo avere la possibilità di regolare la temperatura interna, ma è anche necessario che il macchinario sia in grado di raggiungere determinati livelli di calore interno per poter cuocere correttamente la pizza. È vero che ogni alimento in base alla struttura, umidità e pezzatura necessita di una specifica temperatura, ma considerando nello specifico la pizza classica, cotta quindi direttamente sul piano refrattario, necessita di una elevata temperatura per dare il giusto risultato.

Quali requisiti deve avere un buon forno per pizzeria: Pastfood di Italforni

3. Umidità

Solitamente, l’unico fattore che viene considerato in un forno è la sua capacità di regolare la temperatura, dimenticando di valutare il rilascio di umidità interno e la possibilità di inserire una vaporiera. Numerose sono le pizzerie che producono il pane cuocendolo nel proprio forno. Questo è fondamentale per permettere al pane di crescere perfettamente, oltre ad agevolare la formazione di una crosta croccante.

Il vapore agevola questo processo rendendolo meno drastico e permettendo di far cuocere anche l’interno del pane. Per questa ragione, i forni che permettono l’inserimento di quest’ulteriore accessorio (la “vaporiera”) oppure che abbiano già inserita nel programma una funzione per il vapore, sono da preferire. Solitamente, ad avere questa agevolazione sono i forni alimentati ad elettricità, i quali, oltre a regolare perfettamente i gradi interni, riescono anche a controllare la diffusione dell’umidità.

Quando vengono raggiunti i 45°C, i lieviti, come precedentemente detto, entrano in una fase irreversibile di morte, moriranno definitivamente a 55-58°C, estinguendo la loro funzione ed avviando la base di pasta verso la solidificazione dell’amido. L’amido a 72°C inizia a formare una rete resistente, bloccando la creazione e lo sviluppo degli alveoli da parte dell’alcol etilico.

4. Pietra refrattaria

Per far salire il livello di qualità della tua pizza, al momento della scelta di un forno per pizzeria, sono da considerare diversi materiali e accortezze che possano rendere il prodotto di massima qualità.

Fra questi vi è sicuramente la pietra refrattaria, la quale generalmente viene posta all’interno dei forni professionali: si tratta di una lastra composta da diversi materiali refrattari, come l’argilla e la cordierite, alcune volte vengono anche inserite la terracotta e la malta.

Con l’aggettivo refrattario, si intendono tutti quei materiali che sono capaci di resistere ad alte temperature senza contaminare gli oggetti circostanti, per questo motivo va conosciuta perfettamente la composizione, così da evitare materiali che possano essere dannosi per la salute dell’uomo.

Queste lastre inserite all’interno dei macchinari professionali presentano diversi vantaggi per la produzione della pizza:

  • Trattenimento del calore: questo materiale è in grado di incorporare e trattenere una grande quantità di calore e rilasciarlo in modo graduale
  • Resistenza: insita nelle proprietà del materiale vi è la capacità di resistere ad altissime temperature, senza andare a contaminare o a causare reazioni chimiche con gli impasti
  • Distribuzione omogenea: come tutte le pietre, permette un rilascio graduale del calore, aiutando nella prevenzione degli sbalzi termici, anche con l’apertura momentanea dello sportello
  • Processo di cottura più rapido: la costanza con cui viene distribuito il calore e la vicinanza consentono una cottura più veloce e con temperature più alte

Tutte queste caratteristiche contribuiscono a creare un prodotto di qualità e quindi possedere un forno con questo componente apporterà sicuramente notevoli vantaggi, facilmente percepibili dal cliente nel momento in cui addenterà una fetta di pizza.

Ottimizzare il lavoro con un buon forno per pizzeria: Bull di Italforni

5. Risparmio di costi e tempo

Questo non è un vero e proprio requisito, piuttosto un consiglio di valutazione per ottimizzare le spese e ridurre i tempi di produzione.

I forni a legna, anche se vengono da sempre associati alla cottura della pizza, attualmente sono stati molto riconsiderati al momento della scelta del forno per via della loro lentezza nella cottura e per la disomogeneità nella distribuzione del calore. Quando si hanno di fronte molti clienti da soddisfare, non è possibile infornare più pizze di quelle che occupano il piano: è per questo che avere un forno modulare con più piani, unicamente possibile nella versione a gas o elettrica, permette di avere più spazio dove inserire l’alimento per la cottura e avere anche un risparmio di tempo.

I forni per pizzeria elettrici o a gas hanno una migliore distribuzione del calore, permettendo quindi una cottura più rapida, inoltre, avendo la possibilità di pre-impostare il programma di cottura, non è necessario controllare più volte lo stato di avanzamento del processo. In aggiunta, con queste tipologie di forni non è neanche necessario avere personale altamente formato o strumenti, che oltre a rallentare il lavoro devono essere anche continuamente sostituiti per evitarne l’usura, senza considerare che strumenti professionali di questo tipo hanno anche ulteriori costi di cui tener conto.

6. Pulizia

I forni per pizzeria, così come tutti gli altri macchinari utili nella produzione alimentare, devono sottostare a rigide norme igienico-sanitarie. Ogni giorno, va dedicato il giusto tempo alla manutenzione e alla regolare pulizia di tutti gli strumenti. Avere un forno che non produca eccessive quantità di sporco dovuto alla combustione dei materiali e che possa essere facile da pulire in tutte le sue parti, andrà sicuramente ad agevolare questo processo.

I forni a gas ed elettrici sicuramente possiedono una marcia in più sotto questo aspetto, proprio per via della composizione liscia dei materiali interni, i quali rendono facile l’eliminazione dei residui degli impasti cotti durante la giornata.

Nel caso contrario, avere un combustibile che produca anch’esso dei residui comporterebbe un maggior lavoro nella fase di pulizia. Questo aspetto non è da sottovalutare, poiché impiegare minor tempo in quest’attività e avere comunque un’ottima igiene dei macchinari migliora anche l’immagine della pizzeria stessa, oltre che essere più in linea con i requisiti dettati dalla legislazione vigente.

Consiglio: per una pulizia periodica del piano di cottura da residui di lipidi e grassi in genere, si consiglia di adottare questa procedura a fine servizio. Portare il forno alla massima temperatura e lasciarlo acceso per 25 – 30 minuti. Quando si sarà raffreddato, provvederemo a spazzolarlo bene e a passare sulle sue superfici uno straccio umido, ma non bagnato o che rilasci acqua. Attenzione, perché nel caso questo dovesse avvenire, sappiate che inesorabilmente la pietra refrattaria si spaccherà, a seguito dell’aumento del volume dell’acqua, che, non trovando sfogo, farà sì che si creino delle lacerazioni.

7. Programmabilità

Grazie all’avanzamento delle tecniche e allo sviluppo delle tecnologie, anche i forni per pizzeria hanno subito notevoli aggiornamenti. Disporre di un forno nel quale sia possibile impostare programmi ben definiti oltre a permettere una cottura perfetta, riduce il tempo impiegato nella produzione.

Avere un macchinario che riesca a cuocere la pizza senza doverla costantemente monitorare aiuta a dedicare il tempo ad altre attività e quindi a rendere i processi di lavoro, che avvengono all’interno della pizzeria, più veloci e scorrevoli. Quindi, per ottimizzare il proprio lavoro, avere un forno con display che riesca a programmare la cottura è sicuramente un vantaggio notevole.

La programmabilità è uno dei requisiti fondamentali di un buon forno per pizzeria: Diamond di Italforni

8. Dimensioni

Gli spazi dedicati ai vari macchinari nelle pizzerie sono quasi sempre ridotti, per questo avere un forno compatto che possa essere facilmente adattato agevola la distribuzione dello spazio. I forni modulari, come Euro Classic, riescono a cuocere un maggior quantitativo di pizze, ma occupano molto meno spazio, senza tralasciare che i forni a legna, ad esempio, per poter far lavorare il personale con i dovuti strumenti, necessitano di un grande spazio di movimento.

La parola d’ordine in questi casi è “compatto”. Un forno che riesca ad essere compatto, allo stesso tempo efficiente e facile da inserire all’interno della struttura può essere un’ottima scelta che facilita sicuramente il lavoro del personale addetto. Per questo motivo, le dimensioni devono essere ben ponderate prima dell’acquisto.

9. Isolamento termico

Quando si lavora in locali ristretti e a contatto con un forno, la prima cosa a cui si pensa è che il calore che viene sprigionato dal macchinario, nel caso di alcune tipologie di forni, può rendere invivibile il luogo di lavoro.

Scegliere una tipologia di forno come quello a gas o elettrico che riesca a rendere più difficile la dispersione del calore, anche grazie agli sportelli presenti, è un aiuto in più che può essere fornito per rendere più veloce e gradevole questo lavoro. L’isolamento termico solitamente viene garantito dalla scelta dei materiali e dalla loro composizione, così da evitare che il calore venga disperso, aumentando anche i costi necessari per mantenere le temperature costanti all’interno delle camere di cottura.

10. Capacità produttiva

I macchinari presenti all’interno di un’attività, quando vengono scelti, sono valutati anche secondo la loro capacità produttiva: questa è facilmente calcolabile in base ai prodotti necessari da realizzare per soddisfare la domanda e un eventuale eccesso della stessa. Possedere un forno che sia in grado sia di soddisfare una produttività elevata che i momenti di bassa attività è un aiuto concreto nel lavoro. In pratica, la scelta del forno deve essere fatta considerando i numeri produttivi in iperattività.

I forni che possiedono più camere di cottura, possono scegliere quali di queste azionare, così da avere anche un risparmio a livello di costi del combustibile utilizzato e in aggiunta, è possibile aumentare la quantità di prodotti cotti grazie ai diversi ripiani presenti. Forni come quelli a legna tendono invece ad essere molto meno flessibili e avere una produttività invariata, consumando sempre lo stesso quantitativo di combustibile.

In un’attività come la pizzeria, dove non vi è un flusso costante di clienti, avere la possibilità di variare il tipo e la quantità di prodotti realizzati permette sicuramente di agevolare il lavoro.

In conclusione

Nonostante considerare tutti questi fattori nella scelta tra i tanti forni per pizzeria possa risultare complicato, è importante valutarli per rendere il lavoro il più efficiente possibile e avere un luogo dedicato che sia assolutamente funzionale.
In modo sommario, tutte queste caratteristiche possono essere riassunte in 4 punti:

  1. Considerare la variabile temperatura e la sua regolazione
  2. Scegliere forni che permettano di velocizzare il lavoro
  3. Conoscere le caratteristiche dei materiali utilizzati
  4. Prediligere macchinari che possano essere facilmente programmabili e controllabili

Italforni è disponibile a fornirti tutte le informazioni utili per un’attenta scelta del forno più adatto e a consigliarti la soluzione più performante per la tua attività.

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